Italia
«Non ha pagato la benzina e fuggendo ha ferito mia moglie»
Il racconto choc del gestore dell’area Esso a Palazzi: «Un uomo su un’auto con targa inglese l’ha trascinata per alcuni metri, tentando di investire anche me». Il fatto denunciato ai carabinieri
CECINA. Racconta che quell’uomo si è fermato a fare benzina e poi, dopo aver contestato il prezzo del carburante, è scappato senza pagare a tutta velocità. Non solo, perché nella fuga ha trascinato per alcuni metri una lavoratrice dell’area di servizio che lo aveva servito, rischiando anche di investire suo marito (gestore dell’aerea di rifornimento). La donna è finita al pronto soccorso con escoriazioni e abrasioni agli arti, mentre il marito se l’è cavata solo con un grosso spavento. Chiaramente i due hanno denunciato l’uomo alla guida dell’auto.
In verità la vicenda andata in scena ieri mattina intorno alle 10.30 al distributore Esso sulla vecchia via Aurelia, tra Cecina e San Pietro in Palazzi, è assai più articolata. A raccontarla è lo stesso gestore. «A un certo punto - dice Gianluca Marchiò - entrano nell’area di servizio tre auto, dirette verso nord. Due si posizionano alle pompe self-service, mentre la terza, una Ford Focus nera con targa inglese su cui viaggiavano un uomo tra i 30 e i 35 anni e a fianco una donna, si mette alla postazione dove effettuiamo il servizio. Mia moglie (Lorenza Cipriani, ndr)chiede quanta benzina deve mettere, e l’autista dice che vuole il piano. Così lei comincia il rifornimento». Pochi attimi dopo si scatena il caos.
«L’uomo - prosegue Marchiò - comincia a protestare perché dice che non gli torna il prezzo della benzina e che doveva essere applicato quello della postazione vicina, dove erano le altre due auto arrivate con lui (probabilmente erano amici o parenti). Così Lorenza interrompe il rifornimento dopo aver immesso poco più di 24 euro di benzina, e spiega all’uomo, che era straniero ma parlava bene italiano, i prezzi del carburante. Gli dice che i costi della benzina sono diversi a seconda che il rifornimento venga fatto al self-service o tramite servizio».
L’automobilista, durante la discussione, è tornato al posto di guida, «con l’intento di andarsene senza pagare. Così mia moglie si è diretta verso lo sportello dell’ospite per fermarlo e nel frattempo ha gridato, richiamando la mia attenzione e degli altri dipendenti».
In quel momento, secondo quanto racconta Marchiò, «l’auto con la targa inglese è partita, trascinandosi dietro Lorenza che era rimasta attaccata allo sportello dell’ospite. Non solo, mentre accorrevo per fermare l’auto, ha tentato di investire anche me, ma per fortuna sono riuscito a mettere le mani avanti e a buttarmi su un lato».
I gestori dell’area di rifornimento, senza parole, hanno chiamato i carabinieri e il 118, mentre «le due auto arrivate insieme a quella con la targa inglese erano ancora ferme nei nostri spazi. Oltretutto dopo pochi minuti anche il mezzo con la targa inglese è tornato indietro, e l’automobilista che ci ha feriti ha addirittura detto di volere indietro i suoi oggetti. Si trattava di una macchina fotografica e un astuccio che erano caduti dalla tasca dello sportello dell’ospite, rimasto aperto quando l’auto è ripartita e mia moglie, per alcuni metri, è rimasta attaccata».
La mattina di caos tra Cecina e San Pietro in Palazzi è terminata con la signora Lorenza portata in ospedale per una serie di escoriazioni a gambe e braccia e tenuta fino al tardo pomeriggio in osservazione al pronto soccorso. «Chiaramente - termina Marchiò - noi abbiamo presentato denuncia ai carabinieri per l’accaduto. So che l’automobilista e la donna che viaggiava con lui, forse la moglie, sono stati portati in caserma e i carabinieri hanno preso i loro dati».
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