Il Tirreno

Fials, un comitato di salute pubblica

di Andrea Rocchi
Fials, un comitato di salute pubblica

Ferrucci e Boem: «Tagli al personale, a casa 15 precari, via il laboratorio d’analisi, ricoveri-lampo. Noi diciamo no»

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CECINA. Un comitato di salute pubblica, nome evocativo che sa di rivoluzione francese. Ma Massimo Ferrucci, leader provinciale del Fials (il sindacato autonomo della sanità), precisa che il nome serve a ad indicare piuttosto una missione: la difesa del diritto alla salute, messa a rischio "da riforme che altro non hanno scopo che di tagliare risorse". Ieri il Fials ha manifestato dentro l 'ospedale di Cecina, iniziando qui la raccolta di firme per un referendum che abroghi la legge 28/2015, quella del riordino del servizio sanitario regionale, "che riduce servizi e numero di operatori, che aumenta apparati ed enti inutili". In sostanza, per il sindacato, il taglio delle Asl e l'area vasta unica altro non è che un ingigantire i costi dell'apparato per ridurre la spesa per personale e servizi. Spesa che - fanno notare Ferrucci e Boem - è sotto di 12 milioni rispetto al tetto previsto (187 milioni nel 2004, siamo a 175 nel 2014). Da qui l'invito alla mobilitazione, con la costituzione del comitato che - precisa ancora Ferrucci - non ha niente a che vedere, né vuole duplicare, esperienze già esistenti (per intendersi il comitato pro ospedale della Bvc guidato da don Reno Pisaneschi). Ma ha l'obiettivo primario di cancellare la legge 28, madre di tutti i mali della sanità toscana, per il Fials. Altri obiettivi, scritti nel volantino: superare il modello per intensità di cura e riattivare le unità operative specialistiche cancellate, aumentare i posti letto della rete ospedaliera, chiedere ai sindaci un intervento contro "l'arroganza e la dimostrata incapacità gestionale della dirigenza ex Asl 6".

Incapacità ed arroganza che per il Fials si palesa nei rapporti tenuti col sindacato, dopo il raffreddamento delle procedure al tavolo di confronto e l'impegno a discutere della pianta organica. "Hanno sottoscritto questo impegno - dice Boem - poi però avevano già deliberato sulla pianta organica". Il Fials vuole difendere quei "precari" (contratti a tempo determinato) che vanno a casa da settembre. Solo a Cecina una quindicina. L'Asl dice che ci sono le assunzioni. "Ma queste vanno a coprire i pensionamenti negli anni - risponde Boem - non sono in sostituzione dei contratti a tempo. Questi, a loro volta, erano già in sostituzione di malattie…." E poi vuole difendere i servizi, le attività, le peculiarità di ogni ospedale. Ferrucci e Boem, lo hanno già ripetuto, non credono all'ospedale unico su due presidi (Cecina con Piombino) che significherebbe "un indebolire entrambi". Pensano piuttosto a ospedali che abbiano vocazioni (materno infantile per Cecina, per esempio) in un quadro più generale. Sono critici con questa gestione che invece sta svuotando i servizi.

"Pensiamo al laboratorio d'analisi - dice Boem - con un milione di prelievi l'anno che si concentrano su Livorno e con il reperimento di soli 4 tecnici di laboratorio dall'area Asl 6. Cecina perde attività quando avrebbe il personale per essere autonomo". Ma anche il pronto soccorso: "Abbiamo chiesto che il potenziamento ci sia tutto l'anno, non soltanto d'estate". "Invece i ricoveri sono lampo, i letti di breve osservazione diventano di lunga. I pazienti vengono dimessi presto con un aggravio di lavoro di chi opera nei servizi territoriali". Da qui l'invito al personale a mobilitarsi, ma anche ai cittadini perché "si sveglino" e prendano coscienza di "una situazione che va cambiata". E presto, dicono.

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