Attenzione
«La fiaccola accesa sintomo di sicurezza»
Il sindaco Franchi: «L’azienda ci ha subito avvisato, attendiamo le verifiche di Arpat»
ROSIGNANO. Il sindaco Franchi, responsabile della salute pubblica, si dice tranquillo. E sottolinea come debba essere proprio il fumo in uscita dalla torcia alato del deposito dell’etilene a tranquillizzare residenti e turisti.
Già da ieri mattina, come detto, Ineos si è occupata di avvisare tutti gli enti che hanno competenze in materia di ambiente e salute pubblica. Tra i quali chiaramente anche l’amministrazione.
«Ineos - ha detto Franchi - ha fatto segnalazione per un problema sul’impianto dell’etilene che appunto ha portato all’accensione della fiaccola. Questo iter rientra nella normale procedura prevista dall’Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr)».
Il Comune rientra infatti tra i soggetti che l’azienda che gestisce lo stoccaggio dell’etilene deve avvertire in caso si verifichino situazioni non usuali.
«Noi - ha detto il primo cittadino - abbiamo avvertito Arpat (che era già stata contattata da Ineos, ndr), e saranno i tecnici dell’agenzia per l’ambiente a dirci se il perdurare della torcia in funzione possa generare problemi di natura ambientale. Appena Arpat avrà fatto le adeguate verifiche ci darà conto della situazione».
Franchi ripete, come il direttore di Ineos, che in realtà la fiaccola accesa è indice di sicurezza. «È la procedura dell’impianto - ha terminato il sindaco - che prevede che l’etilene in eccesso sia bruciato».(a.c.)
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