Il Tirreno

Fiamme e fumo dalla torcia dell’etilene

di Anna Cecchini
Fiamme e fumo dalla torcia dell’etilene

Il direttore Ineos: «Guasto all’impianto di stoccaggio, ma è proprio il fuoco a garantire che l’idrocarburo non si disperda»

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VADA. Allarme su tutta la costa tra Rosignano e Cecina per le fiamme e il fumo nero che per tutta la giornata di ieri sono fuoriusciti dalla torcia a lato del deposito di etilene. Un evento che, come fa sapere Mario Panattoni, direttore di Ineos (impresa che gestisce il deposito), è collegato a un guasto dell’impianto. Ieri mattina, a partire dalle 11, residenti e turisti in transito sulla via Aurelia, nel tratto fra Rosignano Solvay e Vada, ma anche tanti bagnanti che erano alle Spiagge bianche e negli stabilimenti balneari di Vada e Rosignano hanno notato l’alta colonna di fumo nero in uscita dalla torretta, oltre che sporadiche ma intense vampate di fuoco. Evidente che i cittadini si siano allarmati, visto che è chiaro a tutti quanto la presenza del deposito di etilene costituisca un potenziale pericolo per il territorio.

A dare spiegazioni sull'accaduto è Ineos, attraverso il direttore Mario Panattoni, che sottolinea come effettivamente «si è trattato di un guasto ai compressori del sistema di raffreddamento. Pensavamo di risolvere velocemente il problema, potendo così far ripartire l’impianto. Invece ci siamo resi conto che ci sono infiltrazioni di acqua negli scambiatori dei compressori. Quindi prima deve essere terminato l'essiccamento di queste tubature e dopo l'impianto potrà ripartire a pieno regime». Per quanto riguarda i tempi di risoluzione del problema, lo stesso Panattoni, fino alla tarda serata di ieri, non è riuscito a garantire un termine per l’intervento di ripristino. «Sappiamo come e dove intervenire - ha detto ieri pomeriggio - però dobbiamo valutare gli esiti di questi interventi. Anche perché è la prima volta che ci accade un problema del genere». Intanto Ineos ha avvertito del guasto, come previsto dai protocolli, «Comune, vigili del fuoco, Arpat, Solvay, Ispra e ministero dell’Ambiente, inviando alcune righe per spiegare l’accaduto». Quel che nella giornata di ieri ha creato tensione nei residenti, molti dei quali hanno segnalato la situazione anche tramite i social network, è stata la visione della ciminiera sempre in funzione. Ma è lo stesso direttore di Ineos a rassicurare i cittadini, spiegando come sia proprio la presenza di fiamme e fumo la garanzia di sicurezza. «Se l'impianto di raffreddamento non funziona correttamente - ha precisato Panattoni - c'è un eccesso di etilene in forma di vapore. Ciò rappresenta un problema da gestire, quindi per garantire sicurezza, l'etilene deve essere bruciato. Il fatto che ci sia la fiamma accesa sulla torcia è segno sì di un problema, ma gestito in piena sicurezza». Vista la volontà di risolvere il problema al più presto, Panattoni assicura che «ci sono squadre di manutenzione che lavoreranno tutta la notte».

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