Sicurezza
Danni agli allevatori via alla cattura degli ibridi
Soddisfatto il presidente di Coldiretti, Fabrizio Filippi: «Troppi attacchi in Val di Cecina, da rivedere anche le norme di protezione dei lupi»
CECINA. Dal primo agosto via alle catture di ibridi, in applicazione delle misure previste dal protocollo d'intesa del luglio 2014, massima disponibilità e impegno ad azioni verso il Governo e l'Unione europea, alleandosi anche ad altre regioni, per ampliare il raggio delle misure volte a fronteggiare l'emergenza predatori. Questi in estrema sintesi gli impegni dell'assessore all'agricoltura della Regione Toscana, Marco Remaschi, che ha garantito agli allevatori dopo le richieste di Coldiretti. Per gli allevatori della Val di Cecina, tra i più danneggiati dal fenomeno degli attacchi dei predatori in questi anni con centinaia di migliaia di euro di danni e greggi dimezzati, si tratta di un primo passo avanti. Inizialmente la cattura degli ibridi, lupi incrociati con cani (il lupo è una specie protetta) partirà dal primo al 15 agosto in provincia di Arezzo, in via sperimentale. Seguirà la provincia di Grosseto, dal 20 agosto al 15 settembre, fuori delle aree venatorie per evitare di intercettare i cani da caccia già in allenamento. In seguito, in maniera stabile, le catture si estenderanno a tutte le province interessate fino al 2017. Pisa e Val di Cecina comprese. «Ormai abbiamo perso il conto degli attacchi e dei danni arrecati agli allevamenti ovini e bovini della nostra provincia - spiega Fabrizio Filippi, presidente provinciale Coldiretti - il fenomeno è concentrato nella Val di Cecina, nel Volterrano, dove sono concentrati gli allevamenti ovini, ma riguarda tutto il territorio».
Negli ultimi anni gli attacchi ai greggi sono aumentati del 30% portando a 563 mila euro il totale dei risarcimenti nel 2014. «La situazione è insostenibile ed intollerabile. Non conosco - spiega ancora Filippi - un allevatore che, in questi anni, non abbia subito almeno un attacco». L'ultimo, in ordine di tempo (ma stiamo parlando già di alcuni giorni fa), anche a Lajatico. «Non possiamo pensare di vivere in allevamenti - bunker. - spiega Filippi - il fenomeno della predazione sta avendo effetti sulla produzione di latte, e quindi sulla redditività delle imprese e sulla forza lavoro, ed è un incentivo all'abbandono del territorio. Abbiamo inoltre chiesto alla Regione di notificare la legge sul risarcimento dei danni a Bruxelles per andare in deroga al regime de minimis (che limita a 15 mila euro in 3 anni la possibilità per le imprese di ricevere aiuti)». Secondo l’organizzazione agricola è da rivedere anche la convenzione di Berna sulla protezione del lupo. L'occasione, per rimetterla in discussione, sarà a Bergamo in occasione dell'incontro trilaterale tra i ministri all'Agricoltura di Italia, Spagna e Francia.
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