Il dolore
Libera contro la gestione profughi
Gli attivisti : «Più trasparenza sulle strutture associate»
SAN VINCENZO. I coordinamenti locali di Libera si dicono preoccupati per la gestione dei profughi in Val di Cornia. «Che la gestione dell'accoglienza dei profughi in Italia sia questione delicata e da monitorare con grande attenzione è fuor di dubbio - dicono gli attivisti di Libera -. Le tensioni sociali, spesso strumentalizzate, rischiano di essere aggravate dall'approssimazione e dalla scarsa trasparenza con cui viene gestita l'accoglienza. In Val di Cornia la Prefettura di Livorno ha affidato la gestione dei profughi a due associazioni, Homo Diogene di Gavorrano e Xenia di Braccagni, create per l’occasione. Ricordiamo le tensioni a Venturina e le accuse di improvvisazione rivolte all’associazione che gestisce oltre 40 profughi, oppure quanto viene denunciato da giorni dal sindaco di Suvereto a proposito dell'inadeguatezza di Xenia nel gestire la struttura La Vivalda e i profughi lì sistemati. Situazione che ha spinto Parodi a chiederne la sostituzione con altra associazione».
Libera chiede alle Prefetture e a chiunque abbia responsabilità di intervenire: «Chiediamo a chi ha la responsabilità del controllo, a partire dalle Prefetture, di intervenire con tempestività e continuità per verificare il rispetto di quanto previsto nelle convenzioni di affido della gestione dei profughi, così come chiediamo che siano messe in trasparenza le strutture associative e i loro bilanci, considerato che queste associazioni sono nate ad hoc ed operano con i soldi dei cittadini. Le due associazioni in questione sono nate pochi mesi fa con lo stesso lo stesso fondatore, Mauro Andreini, che prima crea Homo Diogene, prendendo in gestione la situazione di Venturina, poi a luglio non ne è più presidente (ma sul sito di Homo Diogene risulta anche presidente di quest'associazione) e ne fonda un'altra, Xenia, che immediatamente prende in gestione dalla Prefettura la struttura di Suvereto. Le dichiarazioni rilasciate al Tirreno da Andreini non rassicurano e confermano dubbi su passaggi e modalità di gestione che debbono essere chiariti quanto prima dagli organi competenti. Ci sorprende anche la velocità con cui Xenia, a pochi giorni dalla sua costituzione a Braccagni, possa aver avuto la gestione degli oltre 100 profughi da sistemare in provincia di Treviso».
«La gestione dei profughi non è un mero fatto organizzativo - proseguono gli attivisti -. Occorre capacità di attuare progetti di integrazione, non solo sulla carta. E’ un passo avanti - prosegue Libera - la firma del protocollo tra Prefettura di Livorno e cinque Comuni della provincia (e gli altri?) per far svolgere lavori socialmente utili ai profughi qui accolti. I Comuni dovrebbero essere coinvolti anche nel controllo della gestione dell’accoglienza da parte delle associazioni, così come occorre un pieno coinvolgimento ed un impegno attivo dell’associazionismo locale».(p.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google