Attenzione
Sos trielina, è inquinata anche l’aria
L’annuncio dell’Asl 6 a Poggio Gagliardo: indagini anche nelle abitazioni. Il 31 luglio l’okay al progetto di bonifica
MONTESCUDAIO. «Il 31 luglio verrà approvato il progetto di bonifica a seguito del quale partiranno i lavori»: questa è la comunicazione che l’Asl 6 dà ai residenti e alle attività commerciali di Poggio Gagliardo. Nella zona, dove nel 2004 Arpat ha trovato le falde acquifere inquinate da trielina e percloroetilene, infatti, sono state rilevate tracce dei medesimi composti inquinanti anche all’interno dei locali commerciali che qui hanno la propria attività. I primi campionamenti risalgono a marzo e i risultati sono stati allarmanti. «Non avremmo mai pensato di scoprire la presenza di questi agenti inquinanti anche nell’aria. Negli anni precedenti avevamo fatto dei campionamenti soltanto a livello del suolo e dell’acqua», dice la dottoressa Roberta Consigli, responsabile della struttura di prevenzione per la sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro dell’Usl 6. Che ieri mattina ha incontrato gli amministratori del Comune di Montescudaio e i residenti di Poggio Gagliardo.
Il dato crea allarme, perché significa che il materiale gassoso evapora dal terreno e arriva a contaminare l’aria che si respira. Per questo è diventato necessario un controllo più approfondito, nelle abitazioni circostanti, per evitare ripercussioni sulla salute dei residenti. «Avremo un quadro più chiaro soltanto dopo aver messo a confronto i risultati ottenuti da questi rilievi con i primi e con i successivi, che faremo nel mese di dicembre» dice ancora Consigli, e rassicura: «La quantità di trielina e percloroetilene è bassa, ma questi agenti non sono presenti in natura e derivano necessariamente dall’attività antropica».
Anche il responsabile del dipartimento di sanità pubblica della Bassa Val di Cecina, Antonio Lombardi, sembra non essere preoccupato: «Non ci sono prove della relazione fra l’esposizione all’inquinante e l’insorgenza di malattie tumorali nella zona. Negli ultimi tre anni la mortalità per patologie degenerative nella Bassa Val di Cecina per i maschi è la più bassa di tutta la Usl 6, per le donne è intermedia e limitata al tumore alla mammella».
Le indagini sul caso, tuttora in corso, sono state riaperte tre anni fa dalla Procura, mentre l’incarico di fare luce su un problema ancora irrisolto e scottante – i cui responsabili non sono stati ancora ufficialmente individuati – è stato affidato alla Guardia di finanza di Portoferraio. I risultati verranno resi noti ai residenti e agli esercizi commerciali interessati non appena disponibili.
«Siamo grati alle autorità che stanno facendo del loro meglio per rimettere al loro posto i pezzi mancanti. – dice il presidente del comitato “No trielina”, Yuri Trusendi – Il problema è che i nuovi magazzini sorgono dove prima c’era la conceria Massini e se fossero stati messi i sigilli all’area non sarebbero nemmeno nati. Massini continua ad essere l’attuale proprietario dell’area e per costruire avrebbe dovuto rispettare le prescrizioni di Asl, che gli imponevano di impermeabilizzare i capannoni e la pavimentazione in modo che il gas presente nel terreno non risalisse e non inquinasse l’aria. Questo non è stato fatto. Attendiamo il progetto di bonifica da undici anni. Non ci rimane che rimetterci al vaglio degli organi competenti per avere giustizia».
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