Ciao Sergio, una vita per la musica
Ferrini era membro della Filarmonica Mascagni e della fanfara dei bersaglieri
CECINA. Da alcuni mesi la malattia lo aveva costretto a letto. E strappato alla sua grande passione, la musica. Ma fino allo scorso gennaio Sergio Ferrini, classe 1927, non ha mancato un appuntamento. Sempre lì a dare il ritmo di fondo con il suo basso tuba. Strumento che dal 1938 suonava nelle fila della Filarmonica Pietro Mascagni di Cecina, di cui è stato presidente negli anni Novanta. Ferrini è morto la mattina del 24 luglio all'età di 88 anni nella sua casa in via Pasubio, circondato dalle attenzioni dei suoi cinque figli, Massimo, Rita, Marco, don Paolo e Paola.
La musica negli anni lo ha visto sfilare con l'uniforme e il cappello piumato della locale Fanfara dei bersaglieri. E lo ha fatto finché l'età gli ha lasciato il fiato sufficiente per correre e soffiare nel suo basso tuba. Strumento che ha suonato anche nella Filarmonica Solvay, dagli anni cinquanta fino ad oggi. E nelle bande di San Vincenzo, Castagneto Carducci e di Livorno. Suonava anche la chitarra. E negli anni Cinquanta con alcuni amici aveva dato vita al quintetto Ermas (tromba, sax, fisarmonica, chitarra e batteria) gruppo di musica leggera da ballo che si esibiva nei locali delle province di Livorno e Pisa. La passione per la filatelia l'ha espressa facendo parte del circolo filatelico di Cecina. È stato anche donatore Avis e ha conseguito la medaglia d'oro. Il funerale sarà celebrato oggi alle 15 nel duomo di Cecina.
Alla famiglia le condoglianze della redazione del Tirreno.
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