Il Tirreno

Piano strutturale, voto in consiglio

di Paolo Federighi

San Vincenzo: in discussione nella seduta del 31, per As troppo impatto

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SAN VINCENZO. Il nuovo piano strutturale sarà approvato nel corso del consiglio comunale del prossimo 31 luglio alle 10. Ma la lista civica Assemblea sanvincenzina (As), con i suoi tre consiglieri Paolo Riccucci, Massimo Cionini e Francesco Battini, si scaglia contro l'amministrazione comunale: «Le controdeduzioni al piano strutturale, ricevute da pochi giorni - dicono i tre -, confermano che l'attuale amministrazione non ha detto il vero». Per As il nuovo piano strutturale non rispetta quanto dichiarato dalla maggioranza durante l'ultima campagna elettorale, ossia il "consumo di suolo zero", e afferma che «documenti alla mano è impossibile negare che ci sarà ancora nuovo consumo di suolo, altre seconde case e tanto altro cemento». Per Riccucci, Battini e Cionini nel nuovo piano strutturale vi sono previsioni di 39.500 metri quadri di nuovi alloggi e un dimensionamento complessivo massimo per nuove unità immobiliari di 86.300 mq. «In un paese che soffre sempre più la stagionalità e che non riesce a sopperire alle esigenze delle troppe presenze estive in termini di acqua, depurazione, strade, parcheggi - sostengono i consiglieri di As -, la valutazione avrebbe dovuto essere semplice: basta alle nuove residenze, zero consumo di suolo, riqualificazione energetica e funzionale dell'esistente ed un serio progetto di miglioramento degli spazi pubblici. Invece ci ritroviamo ancora con previsioni della portata di 39.500 mq di nuovi alloggi ed un dimensionamento complessivo massimo per nuove unità immobiliari di 86.300 mq. Tra gli esempi più eclatanti la risposta all'osservazione della Regione Toscana: rimuovere dalle aree di espansione urbana, Utoe 1.1, l'area a sud di Riva degli Etruschi, l'area compresa tra la ferrovia e via Biserno a sud degli impianti sportivi, l'area lungo l'Aurelia Nord tra le propaggini sud del nucleo principale e l'area industriale, gli ampliamenti dell'area industriale esistente e l'area intorno al villaggio minerario di San Carlo. Nelle controdeduzioni, in risposta alla Regione, viene rimossa unicamente l'area a sud di Riva degli Etruschi, confermando nuovo cemento a San Carlo e rinnegando tutte le belle parole spese nel documento per la tutela e la valorizzazione del paesaggio agrario. Evidentemente l'amministrazione considera queste aree di nessun valore paesaggistico ed è pronta ad urbanizzarle confermando che questo piano non è affatto a consumo di suolo zero».

Riccucci, Cionini e Battini concludono: «Molte controdeduzioni confermano un'ambiguità di fondo nelle scelte e, rimandando spesso a documenti successivi (es. Piani operativi), sembrano pensate per mantenersi le mani libere per interventi di riqualificazione sul modello dell'ex officina Bensi, un altro modo per dire che seppelliranno quei pochi manufatti di valore che abbiamo sotto cinque piani di altre case».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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