Il Tirreno

Licenziati dalla Nuovo Futuro decidono di mettersi in proprio

di Silvia Trovato
Licenziati dalla Nuovo Futuro decidono di mettersi in proprio

Diventano imprenditori gli ex dipendenti della tipografia della cooperativa di Rosignano chiusa dopo 35 anni e rilanciano con due attività distinte ma collegate. «Tuteliamo le nostre professionalità»

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ROSIGNANO. La tipografia della Nuovo Futuro è nata 35 anni fa con la cooperativa sociale rosignanese e ne ha sempre rappresentato un fondamentale nucleo produttivo e sociale. A seguito delle tempestose condizioni che hanno investito la cooperativa tra vertenze e contrasti dirigenziali, la tipografia è stata chiusa con il conseguente licenziamento dei 6 operai che vi lavoravano all'interno. È così che prima di arrendersi a questa realtà i sei operai della tipografia hanno deciso di reagire con due differenti tipi di esperienze e da circa una settimana la tipografia ha riaperto la produzione.

Due iniziative collegate. Roberto Gianfaldoni, Massimo Aringhieri e Andrea Cambi hanno comprato i macchinari della tipografia per aprirne una nuova, mentre Giulio e Pietro Rotelli hanno aperto una nuova attività di grafica e comunicazione; l'idea che lega i loro progetti è quella di creare una salda collaborazione professionale e solidale tra le due attività, così da difendere il posto di lavoro e poter nutrire la speranza non solo di difenderlo ma di ampliarlo. «La nuova tipografia, che ha sempre la sede della vecchia tipografia della Nuovo Futuro, si chiama “3.0” perché l'abbiamo creata io, Massimo e Andrea - racconta Roberto Gianfaldoni- e perché per noi significa ripartire da zero; abbiamo comprato i macchinari, è stato un investimento importante, ma ci è sembrata la scelta più giusta da fare e la consiglio a chi dovesse trovarsi in una condizione simile e avesse la possibilità di farlo», dice Roberto Gianfaldoni.

Chi ha rilevato i macchinari. I tre fondatori della nuova tipografia hanno tutti circa cinquanta anni e da almeno 20 lavorano in tipografia «abbiamo pensato che dovessimo tentare questa strada, rilevare i macchinari, continuare la produzione e mantenere la nostra clientela, soprattutto in questo periodo estivo che è quello che ci dà più lavoro; fermarci adesso avrebbe causato delle perdite enormi» dice Aringhieri. «Nuovo Futuro è nata 35 anni fa proprio a partire da questa tipografia - dice Andrea - quello che ci auguriamo è di implementare il parco clienti e diventare una realtà sempre più solida, magari sperare di poter includere di nuovo anche i ragazzi disabili che lavoravano con noi e che nella realtà della tipografia avevano trovato la loro dimensione».

Una nuova attività. Gli altri operai sono Giulia Mariani, adesso in maternità, e Giulio e Pietro Rotelli, il ramo creativo della tipografia, che hanno aperto un'attività di grafica e comunicazione. Entrambi i fratelli Rotelli hanno infatti una formazione artistica. «Noi ci occupavamo della parte grafica e quando ci siamo confrontati sul recupero della tipografia abbiamo compreso che tornare in sei fosse troppo rischioso - dice Giulio Rotelli- e d'altra parte non abbiamo ricevuto nessuna offerta di reinserimento così abbiamo deciso con mio fratello di aprire uno studio di grafica e comunicazione a Rosignano Solvay in via della Cava, il “NaCo23”; il nome ci è venuto in mente perché è la formula chimica della soda che tiene insieme due elementi molto diversi tra loro, per l'appunto come me e mio fratello che siamo molto diversi, ma insieme siamo una forza creativa».

I due gruppi di operai hanno intenzione di lavorare insieme unendo queste due realtà. «Non si tratta solo di fare tutto il possibile per difendere il proprio posto di lavoro - dicono - ma anche di salvaguardare competenze e professionalità accumulate in vent'anni che contraddistinguono il nostro lavoro e la nostra passione, con lo sguardo al futuro», conclude Giulio Rotelli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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