Il Tirreno

Da Hong Kong per capire gli antichi Romani

di Elena Battaglia
Da Hong Kong per capire gli antichi Romani

Vada: studenti da tutto il mondo per la campagna di scavi “Vada Volaterrana summer school”

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VADA. Un’estate a tutta archeologia, quella del comune di Rosignano, grazie all’iniziativa “Vada Volaterrana summer school”, il campus organizzato dal 6 al 24 luglio presso il sito archeologico di San Gaetano.

Un bel gruppo di studenti provenienti da diverse parti del mondo – non solo dall’Italia, ma anche da Stati Uniti, Olanda e addirittura Hong Kong – ha avuto l’occasione, grazie al coordinamento dell’Università di Pisa, di intraprendere una full immersion negli scavi del territorio vadese per riportare alla luce preziosi pezzi di storia locale. Risale al 2013 la scoperta del quartiere retroportuale di Vada Volaterrana, il vasto insediamento antico che andava dal fiume Fine fino al Cecina. È proprio qui che il direttore del progetto Arturo Marzano, la coordinatrice Simonetta Menchelli e il responsabile del cantiere Stefano Genovesi hanno deciso di andare a scavare insieme ai giovani aspiranti archeologi, alla ricerca dei tesori nascosti.

E qualcosa di “scottante” viene veramente fuori, come gli scheletri di due antichi abitanti che riposano all’interno di grandi anfore divise a metà. Questi ed altre meraviglie dimenticate ci vengono presentati nel corso del sopralluogo di lunedì insieme al sindaco Alessandro Franchi, all’assessore alla cultura Valentina Domenici e all’assessore al turismo Licia Montagnani.

«L’area è stata individuata grazie ai georadar usati dal dipartimento di geologia di Pisa. – spiega Menchelli – In quest’area ci sono edifici diversi: dalle terme, destinate a chi lavorava nei magazzini, ad una vera e propria “schola” per i membri delle società che gestivano l’economia del porto, fino all’essiccatoio e alle vasche in cui si tenevano a mollo corde e cuoio usate nelle attività portuale».

Dagli ultimi scavi, però, sono emerse anche le sepolture che risalgono al III secolo d. C.: «Un’epoca di crisi, in cui i poveri vivevano nello stesso luogo in cui si seppellivano i defunti», dice Edina Regoli, la direttrice del Museo archeologico di Rosignano. Quattro in totale, infatti, sono gli scheletri ritrovati durante le ricerche – due di persone ormai adulte e due di bambini, come si deduce dalle dimensioni delle ossa femorali – tutti collocati nella medesima posizione, con lo sguardo rivolto verso levante. Un segno inequivocabile dell’avvento dell’era cristiana. Sono tante le informazioni storiche che si riesce a recuperare dal sito: i pavimenti in ceramica ed i cocci ritrovati nella grande costruzione principale (un centro di smistamento della merce del porto da collocare nei magazzini) ci dicono che la quest’ultima risale al II secolo d. C.; c’è, poi, una cisterna per l’approvvigionamento dell’acqua ma tante anfore tunisine, provenienti dalla città di Nabeul, a testimoniare un fiorente commercio di prodotti per i più ricchi come l’olio o le salse di pesce.

Per coronare lo splendido percorso intrapreso in questo 2015 insieme ai ragazzi dell’Università di Pisa il Museo Bombardieri ha organizzato, infine, due visite turistiche alle ore 18 di mercoledì 22 e venerdì 24 agosto, aperte a chiunque voglia gustarsi una passeggiata nella bellezza dell’archeologia nostrana.

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