Il dolore
Chef stellati per riscoprire ricette antiche
Presentato “Taste Archeology”, progetto editoriale sulla gastronomia tipica che parteciperà all’Expo
CASTIGLIONCELLO. Il sapore dell’archeologia etrusca andrà all’Expo di Milano, grazie al percorso di valorizzazione delle ricette che ci sono arrivate dalle fonti etrusche e romane che è stato intrapreso nei mesi scorsi con la rassegna gastronomica “Mangia in giro”. Adesso è giunto il momento, per il comune di Rosignano, di fissare nero su bianco in un vero e proprio volume le squisitezze antiche, rivisitate dagli chef stellati Luciano Lazzeri, del ristorante “La Pineta” di Marina di Bibbona, e Marco Stabile, patron del ristorante “Ora d’aria di Firenze”. “Taste Archeology” è il progetto editoriale, edito da Pacini Editore di Pisa, che è stato illustrato venerdì alla Limonaia, nel parco del castello Pasquini, e che ad ottobre verrà presentato addirittura nello spazio destinato alla promozione della Toscana all’Expo. Il testo sarà anche messo in vendita, in lingua italiana ed inglese, presso i bookshop dei principali musei nazionali e internazionali e le royalties verranno destinate al finanziamento delle iniziative del Museo archeologico di Rosignano. Il progetto è stato voluto con forza dall’assessore al turismo, Licia Montagnani: «Stiamo cercando di promuovere al meglio il nostro ricco patrimonio culturale, che racchiude molti aspetti. Uno di questi è proprio la cucina. L’idea è quella di raccontare l’eccellenza del nostro territorio attraverso i particolari e i sapori tipici». «Nei nostri piatti c’è una saggezza inconsapevole, che rappresenta non solo una tradizione ma anche un valore. – dice l’enogastronomo Giorgio Dracopulos – Ciò che siamo oggi ha radici antiche, che non possiamo dimenticare». Le ricette etrusche, tramandate da Marco Gaio Apicio e riportate nei dieci volumi del “De re cucinaria” scritti nel IV secolo d. C., sono state così rivisitate e addolcite per i palati moderni. «Il brasato viene proprio da quella tradizione. – spiega lo chef Lazzeri – Oggi è impossibile cucinare le pietanze con i metodi arcaici ma possiamo prendere spunto per impreziosire i piatti con spezie, vino e piante aromatiche in modo da imitarle al meglio». Questo perché siamo figli del nostro passato e si può innovare soltanto migliorando ciò che siamo stati. «Conoscere è anche avere una consapevolezza alimentare. – dice Edina Regoli, presidente del Museo archeologico – La gastronomia diventa il primo passo per penetrare nel passato e unire l’ambiente che ci circonda alle tradizioni e all’archeologica». Presente all’evento anche Augusto Michelini, presidente della Fondazione della Cassa di Risparmio di Volterra, che ha finanziato il progetto: “Gli Etruschi sono il brand principale di tutta la costa, dalle isole fino a Volterra, e per questo abbiamo ritenuto importante valorizzarne la memoria».
Elena Battaglia
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google