Sicurezza
Con lo chef cecinese le ricette locali volano a Dusseldorf
Gianluca Casini è partito 13 anni fa con l’idea di tornare Lassù ha aperto un ristorante di piatti biologici che spopolano
CECINA. Doveva essere un'esperienza all'estero di quelle che si fanno da ragazzi. Un paio di anni al massimo per imparare la lingua, conoscere una nuova cultura e migliorarsi professionalmente. Per tornare poi a Cecina con un bagaglio in più da investire nel mondo gastronomico, quello nel quale sin da giovane voleva lavorare. Così non è stato però per Gianluca Casini, classe 1975. Quell'esperienza decisa nel 2002 che doveva portarlo in Germania, a Dusseldorf, per due anni al massimo «per vedere come mangiavano realmente i tedeschi» si è trasformata nella sua vita.
Da 13 anni ormai in quella città che lo ha affascinato sin dai primi giorni vive, ha deciso di crescere le sue figlie, Lara e Alice, e soprattutto di crescere lui stesso professionalmente. A Düsseldorf ha aperto, assieme alla moglie Carmelina, il suo ristorante “L'arte in cucina” dove porta avanti «una gastronomia semplice e povera ma interessante». Dopo aver lavorato in vari locali della costa, tra i quali il Tarabaralla a Cecina e la Ventola alla Mazzanta, a Düsseldorf è diventato uno tra i molti chef emigrati considerati dall'Academia Barilla «ambasciatori della cucina italiana all'estero». In Germania insomma con sacrificio e dedizione è riuscito nella sua impresa, quella di trasformarsi in imprenditore della cucina toscana. «Delle antiche ricette – ci spiega lui stesso – della tradizione della nostra regione, di piatti che hanno fatto la storia della Toscana rivisitati in chiave moderna per renderli esclusivi». E non è un caso che quando lo scorso 7 giugno ha partecipato al concorso internazionale di cucina vegetariana al ristorante “Joia” di Milano abbia portato come piatto del luogo d'origine la pappa al pomodoro con il taro, una ricetta tipica rivisitata in forma biologica e biodinamica come chiedevano le regole della competizione promossa dallo chef e alimentarista svizzero Pietro Leemann. «É successo tutto quasi per caso – ci racconta Gianluca Casini – mi hanno inviato il bando di concorso, ho mandato loro le ricette e le foto che chiedevano e dopo dieci giorni, tra centinaia di richieste, siamo stati selezionati in 24. Dopo qualche giorno ancora ne sono stati scelti otto per partecipare al concorso, tra questi c'ero anch'io». L'incredulità è stata tanta così come la gioia di trovarsi a tu per tu con importanti cuochi. «É stata davvero una bellissima esperienza, durante la quale abbiamo fatto tutti un ottimo lavoro senza troppa competizione». A vincere è stato uno chef svedese di Stoccolma, ma grazie a quest'esperienza Gianluca ha potuto aggiungere anche un nuovo piatto al suo menù. Oltre infatti ad uno del luogo d'origine la giuria ne chiedeva un secondo di propria inventiva. «Una ricetta che combinasse sapori diversi utilizzando prodotti biologici e biodinamici, peraltro non facili da trovare in Germania. Ho così proposto un piatto a base di pasta con un 10% di farina di canapa, un altro 10% di farina di grano saraceno e il resto di grano duro condita con pesto agli agrumi, tofu ed asparagi».
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