Gioco
Il pizzaiolo con il grande sorriso appassionato di motociclismo
SAN VINCENZO. Incredulità. Sconcerto. La notizia è arrivata così, secca e a gamba tesa, a metà mattinata di martedì 15 luglio. Sui social network è partito il tam tam dei messaggi di condoglianze....
SAN VINCENZO. Incredulità. Sconcerto. La notizia è arrivata così, secca e a gamba tesa, a metà mattinata di martedì 15 luglio. Sui social network è partito il tam tam dei messaggi di condoglianze.
Luca Stacchini, 44 anni, sposato con l'architetto Germana Muzzi e padre di due figli, Rocco e Sofia, era conosciutissimo a San Vincenzo, dove da oltre vent'anni esercitava la professione di pizzaiolo. Un mestiere appreso dagli attenti insegnamenti di Michelangelo Sparapani, storico titolare del Mum and Dad, locale dove per molto tempo ha lavorato anche Patrizia, la madre di Luca. Eccellente nel suo lavoro, stimato e simpatico, sempre pronto al sorriso e mai banale, Luca lavorava nella pizzeria "Beppe Pizza" fin dalla sua recente apertura in via Matteotti a San Vincenzo. In precedenza, oltre al Mum and Dad, era stato pizzaiolo anche di altre pizzerie sanvincenzine. Con le mani sapeva far tutto. Non solo le pizze, ma anche le belle maschere e i carri per il carnevale sanvincenzino attraverso cui poteva sbizzarrirsi nel concretizzare la tanta creatività di cui era dotato.
Campigliese d'origine, grande appassionato di musica, sport e motori (la sua immagine del profilo facebook lo vede posare insieme a Guido Meda, voce e volto delle telecronache della Moto Gp). Nel suo profilo facebook Luca ha accomunato il proprio nome con quelli suoi due bimbi (un maschio e una femmina), a significare l'amore incredibile che provava per loro. Fan di Valentino Rossi e amante delle moto, dicevamo. Così come amava quella sua Suzuki che solo un paio di settimane fa aveva ridipinto di nero. Quella sua amata Suzuki che stavolta lo ha tradito, di cui non ha saputo mantenere il controllo, che l'ha sbalzato via. Non è giusto essere traditi così. E a 44 anni. Perché lo sguardo di molti suoi amici e di chi lo conosceva ora è rivolto lassù, sbigottito, basito, e sembra proprio urlare che non è giusto. Nei momenti di pausa, lo vedevi col suo grembiule seduto ad un tavolino di via Matteotti, in questo torrido inizio d'estate, con una birra in mano a scherzare con i clienti e con chi passava di lì a salutarlo. E poi quel sorriso, raggiante ma anche timido, tanto simile a quello del fratello Tiziano detto "Tacchella" di 40 anni, anche lui conosciutissimo a San Vincenzo. Ottime persone, buone ma di carattere fermo, forte, deciso, poco inclini alla falsità e all'ipocrisia. Ed è dal fratello minore che aveva preso vita anche il soprannome di Luca, ossia "Tacchellone", il fratello maggiore di "Tacchella". Viene da guardare davvero lassù, chiedere spiegazioni, capire perché ci si debba accanire così con le persone che davvero valgono, con le persone buone. Ci restano il dolore e la rabbia. La rabbia peggiore. Quella di chi non capisce il perché.
Paolo Federighi
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