Sicurezza
«Grazie del tuo amore» Lacrime e silenzio per l’addio a Riccardo
Cerimonia affollata al cimitero di Rosignano. Amici e colleghi del giovane morto in scooter riuniti attorno alla famiglia
ROSIGNANO. «Siamo riuniti dove non avremmo dovuto essere. Morire a trentadue anni è qualcosa di inspiegabile, che non ci si aspetta. In questi momenti si rischia sempre di dire qualcosa di sbagliato o di banale». Queste le prime parole del parroco di Rosignano Marittimo, durante la cerimonia in cui ieri pomeriggio parenti e amici hanno dato l’ultimo saluto a Riccardo Sardone, il giovane deceduto nella giornata di lunedì a seguito dell’incidente che lo ha coinvolto mentre percorreva con il proprio scooter via Lungomonte.
Una cerimonia silenziosa, composta, nel corso della quale tantissimi amici, colleghi e conoscenti sono venuti a stringere i genitori Paolo e Rosa, e il fratello maggiore Stefano, con in mente soltanto una domanda a cui è impossibile dare una risposta: perché? L’interrogativo cade nel vuoto e nel silenzio di una giornata afosa di metà luglio, che non ha impedito a tantissimi di recarsi presso il cimitero di Rosignano Marittimo per l’addio al ragazzo. Grande e incontenibile è la commozione di chi ha avuto la fortuna di incontrare almeno una volta il bagnino dello stabilimento balneare “La conchiglia” di Castiglioncello: un ragazzo attivo, vero appassionato di calcio e dal cuore grande, che nei mesi invernali era solito dedicarsi anche a progetti di volontariato internazionale. Si recava personalmente nei paesi più poveri del mondo e, in particolare, era amante dell’India, paese per le cui popolazioni si stava prodigando in una raccolta fondi.
Ecco che le lacrime escono copiose durante le visite alla camera ardente e i singhiozzi stentano ad essere soffocati, perché sembra impossibile rassegnarsi al fatto che una vita così giovane possa essere spezzata da un amaro tiro della sorte, che non concede appello. C’è chi si nasconde dietro un paio di occhiali neri, per non lasciar trasparire il dolore, ma senza successo. C’è sgomento negli occhi dei genitori, che con Riccardo vedono andarsene un pezzo della loro stessa esistenza, mentre gli amici cercano di farsi forza a vicenda e onorare la memoria di un ragazzo esemplare.
Un lungo applauso è quello che accoglie l’uscita della salma del giovane dalla piccola cappella, dove lo spazio è troppo angusto per contenere tutti i partecipanti alla funzione. In tanti rimangono fuori ad aspettarlo, per salutarlo un’ultima volta. «Ma non se ne andrà del tutto – conforta il parroco – perché la presenza di tutte le persone che sono qui testimonia che il ricordo di Riccardo rimarrà vivo in tanti, ancora a lungo, e non verrà mai dimenticato. Chi l’ha conosciuto lo terrà sempre nel profondo del cuore. In fondo è proprio questo il vero senso della nostra vita: stare con gli altri e trasmettere amore senza essere egoisti». Di questo, senza dubbio, Riccardo ha lasciato una viva testimonianza.
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