La manifestazione
Bilanci e conti che non tornano
L’ex presidente dell’Associazione Pecchia: «È troppo facile sparare a zero senza alcun dettaglio»
CECINA. «Non ce ne andiamo dalla Targa. Abbiamo soltanto lasciato gli aspetti gestionali e dirigenziali di un rione a chi voleva continuare le attività 2015». Così Susanna Pecchia in merito alle dimissioni in blocco di 7 consiglieri su 10 del rione Centro, tra cui le sue. E a proposito della sua presidenza dell’Associazione: «Sarà il bilancio consuntivo redatto dal commercialista e visionato dai sindaci revisori» a dire i risultati della precedente gestione, «fino a quel momento è necessario adottare una certa prudenza nelle affermazioni. È troppo facile sparare a zero senza alcun dettaglio e senza contraddittorio dopo che il passaggio di consegne è stato fatto in presenza del vecchio direttivo, dell’amministrazione comunale e del nuovo direttivo».
Pecchia entra nel merito della gestione della Targa e replica al nuovo direttivo, presieduto da Alessandro Regoli. «Avete trovato documentazione contabile nello studio di un serio commercialista, conti correnti aperti e un resoconto con tanto di fatture e ricevute di quanto dovevamo ancora pagare e di quanto ancora incassare che ha evidenziato un sostanziale pareggio e solo una fornitura ancora da pagare perché da sottoporre a un conguaglio». E ancora: «Siete stati più fortunati di noi che quando siamo arrivati, della gestione di cui Regoli e Fiorentini facevano parte, non abbiamo trovato nulla, ne un documento, ne un commercialista a cui rivolgerci, ne un conto corrente con fido visto che i due esistenti erano stati chiusi. Solo un nuovo conto corrente con poco più di mille euro (senza fido) che dovevano servire a pagare le tasse. Avevamo degli ipotetici crediti evidenziati dall’ultimo bilancio e non siamo stati in grado neppure di sapere a chi rivolgerci per riscuoterli».
L’ex presidente della Targa sottolinea che a proposito della gestione ereditata «abbiamo fatto i passi formali per denunciare tale situazione nelle sedi opportune e poi ci siamo rimboccati le maniche senza lamentarci di continuo pubblicamente del passato per le nostre intrinseche ed oggettive difficoltà ad operare e siamo andati avanti».
Pecchia conferma che dalla sua gestione non è rimasta liquidità nelle disponibilità dell’Associazione. «Abbiamo pagato i fornitori e abbiamo dato gli ultimi soldi rimasti ai Rioni perché pagassero i fornitori». E a proposito delle difficoltà economiche dei rioni. «Io ho fatto promesse che non ho mantenuto? E i 2.500 euro a carretto da lei promessi come già certi in campagna elettorale per fare la Festa dell’uva? Stiamo ancora aspettando di sapere cosa dobbiamo fare con questi carretti. Le ricordo che tutti i rioni hanno ricevuto dall’Associazione 6.000 euro nel 2012 e nel 2013 e 5.000 nel 2014, queste non sono promesse, sono fatti. La speranza di tutti era che, nonostante l'ingresso gratuito, foste in grado di recuperare soldi da dare ai rioni per Carnevale, ma così, per il momento, non è stato. Abbiamo speso, anche di tasca propria per le due uscite, senza incassare un euro perché il Carnevale non ha prodotto utili».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
