Il Tirreno

Biblioteca, i primi nomi nelle carte

di Manolo Morandini
Biblioteca, i primi nomi nelle carte

Chiusa per infiltrazioni, in attesa dei lavori, l’attenzione si sposta sull’inchiesta sull’iter amministrativo dell’edificio

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CECINA. Apre i battenti a dicembre 2001. Chiude a tempo indeterminato dal 10 luglio 2015. Un ciclo di vita breve per l'edificio che accoglie la biblioteca comunale, su cui l'amministrazione Lippi avvia un'indagine interna per ricostruire la storia e l'iter amministrativo relativo alla costruzione. E chissà se emergerà qualche nome da quell'arco temporale in cui tutto era ancora possibile, ma nessuno avvertì il dovere di far valere quanto prevede la legge in merito alla responsabilità dell'appaltatore entro 10 anni per i difetti di costruzione. Della ditta costruttrice che ha realizzato l'opera, collaudata il 26 giugno 2002, si è perso traccia. L'impresa individuale Mori Leo di Piombino ha cessato l'attività a fine 2003 per essere cancellata dal registro delle imprese nel 2005.

A segnare lo spartiacque è il 2010. Almeno sul piano politico. Nessun ombrello all'epoca è stato aperto sul tetto colabrodo della biblioteca. Si è lasciato che vi piovesse, salvo interventi tampone. Lavori che non hanno risolto il difetto d'origine. Fino ad arrivare al 10 luglio scorso e all'ordinanza di chiusura dell'edificio di via Pasubio. Inaugurato nel dicembre del 2001, dall'allora sindaco Paolo Pacini, a distanza di 9 anni l'immobile mostrava importanti infiltrazioni dal soffitto. Così evidenti da finire al centro di un'interrogazione dei gruppi di minoranza Il Popolo della libertà e La Città per la città. Di quel dibattito resta la risposta scritta e il voto di chiusura della maggioranza.

“Solo recentemente si sono verificate delle infiltrazioni di acqua piovana sulle pareti interne dell'edificio ed il fatto è riconducibile, non tanto ad originari difetti costruttivi, bensì alle peculiari caratteristiche tecniche che le coperture piane fanno solitamente registrare, in ragione delle sollecitazioni climatiche cui sono sottoposte. Ne consegue che i manti di copertura così realizzati richiedono interventi manutentori medio tempore atti a ripristinare la completa funzionalità”. Chissà se tra le carte dell’indagine interna per ricostruire la storia e l'iter amministrativo relativo alla costruzione dell'immobile di via Pasubio ci finirà anche la risposta dell'allora assessore alla Qualità del territorio Michela Ghezzani.

È il 12 luglio del 2010, la giunta è guidata dal sindaco Stefano Benedetti, e l'assessore scrive in risposta all'interrogazione presentata il 20 maggio dello stesso anno. Il contratto d'appalto è del 10 giugno 1999 all'epoca della giunta guidata da Claudio Vanni.

Adesso a 14 anni dall'entrata in funzione, l'amministrazione comunale prende atto dello studio di fattibilità per risanare la biblioteca: lavori per 394.310 euro pari a un quinto di quanto è stato speso per costruirla, circa 2 milioni di euro. Un edificio tirato su in due tranche. La prima per la struttura portante in cemento armato. Mentre il secondo lotto per il completamento dei lavori.

Protagonisti dell'operazione biblioteca sono lo studio Delta Associati di Cecina degli architetti Alessandra Capriotti e Rudy Carli che firmano il progetto. L'architetto Carli si occuperà anche della direzione lavori, mentre il collaudo tecnico e amministrativo è firmato dall'architetto Giacomo Dell'Aiuto, responsabile del procedimento per il Comune è l'architetto collega Marco Baggiani.

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