Il Tirreno

Ami e lenze lasciati in spiaggia, a rischio anche gli uccellini

di Divina Vitale

La denuncia del Wwf: «I fratini seguono la linea di risacca e spesso rimangono vittime, costretti ad amputare le zampe»

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MARINA DI CASTAGNETO. Ami e lenze scomode, abbandonati in spiaggia. Pericolosi non solo per i cani e i bambini, di cui la cronaca in questi ultimi mesi si è occupata, ma anche per specie particolarmente protette come il fratino, l'uccello che nidifica nelle coste della costa livornese con particolari presenze significative a Marina di Castagneto: vicino all'Oasi wwf Padule di Bolgheri, al confine con Bibbona, in località Seggio e in località Pianetti.

Lenze E Fratino. Il problema, segnalato anche dagli osservatori del wwf , sta nel fatto che questi piccoli uccellini (limicoli il termine esatto) mentre seguono la linea della risacca, lungo la riva del mare, alla ricerca di cibo, talvolta rimangono vittime delle lenze abbandonate sulla sabbia. Il filo di nylon si attorciglia attorno alle zampette fino ad amputarle: le lenze stringono la zampa alla base e questo, in breve tempo, porta alla cancrena del piede che si distacca dal tarso. Va considerato, per i meno sensibili, che il fratino è “specie bandiera” per gli arenili toscani. Purtroppo però la non curanza incombe.

Sono infatti diversi i casi posti all'attenzione non solo da specialisti e volontari ambientalisti ma anche da privati cittadini.

Una specie protetta. Come si sa quella del fratino è una specie protetta che tra l'altro rischia l'estinzione. Gli insediamenti presenti sulla costa vicino alle dune non hanno infatti certo aiutato la loro vegetano le specie erbacee psammofile, il primo baluardo naturale contro l’erosione della costa sabbiosa. “ Il fratino – come ci spiegano i volontari del WWf - nidifica nelle minuscole depressioni naturali che si formano spontaneamente sull’arenile, soprattutto dove si depositano materiali naturali portati dalle mareggiate (legname, posidonia, etc. etc.). Ovviamente trova difficoltà a nidificare nelle aree in concessione in quanto tra trattori, vagli e spianatori nulla resta al naturale. Il suo nido è costituito da agglomerati spontanei di materiale vario dove le uova (ed i pulcini appena nati), anche se nidifughi, rimangono perfettamente mimetiche”.

Le regole del demanio marittimo. D’altronde il Regolamento del Demanio marittimo (2005) e adottato dal comune di Castagneto Carducci parla chiaro ma è difficile da far rispettare. E’ vietato: il danneggiamento, l’estirpazione, la raccolta e la detenzione ingiustificata delle associazioni vegetazionali della prima duna. Il calpestio delle aree dunali recintate, nonché la rimozione del legname depositato dalle mareggiate.

Il disturbo nelle zone di nidificazione del fratino (Charadrius alexandrinus). Le sanzioni previste spaziano da 50 a 150 euro. Ai vari problemi infatti si aggiungono interventi non autorizzati di pulizia degli arenili, con ruspe e trattori che provocano, tra l’altro, alcuni sbancamenti di duna.

“Tra l’altro – concludono i volontari – sarebbe vietato per regolamento - condurre i cani sui tratti di spiaggia non dedicati specificatamente alle dog-beach o lasciarli liberi in aree di divieto dove spesso nidifica proprio il fratino. Così i cani sono vittima delle lenze e, a loro volta, provocano danni ai nidi. Il rispetto delle regole sarebbe fondamentale per tutti ”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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