Il dolore
Mensa, c’è il rischio d’infiltrazioni criminali
Anche Vivenda nell’appalto unico per San Vincenzo, Castagneto e Sassetta aggiudicato nel 2013
SAN VINCENZO. L’arrosto non è stato bruciato. Ma per qualche giorno negli uffici di via Alliata lo sconcerto non è mancato. E il rischio che accada non è ancora del tutto svanito. La società titolare dell’appalto per la mensa scolastica Vivenda Spa è stata travolta dal ciclone giudiziario dell’inchiesta bis di Mafia Capitale, che ha decapitato i vertici del gruppo La Cascina (azionista con il 70% del capitale in Vivenda). L’appalto per la ristorazione scolastica è del 2013 è vede San Vincenzo come centrale unica di committenza anche per i Comuni di Castagneto Carducci e Sassetta. E in questi giorni le cucine sono aperte per fornire i pasti ai campi solari e al nido estivo.
L’appalto per un valore di 1.856.017 euro, al netto dell’Iva, prevede la fornitura dei pasti fino al 31 agosto 2016 con possibilità di rinnovo per il successivo triennio. Ad aggiudicarselo definitivamente il 13 settembre 2013 è l’associazione temporanea di imprese (Ati) la fiorentina Cir Food Sc e la romana Vivenda Spa proprio spuntando la partita sul prezzo ribassato rispetto ai 2.127.574 a base di gara.
Il 26 giugno scorso arriva al Comune di San Vincenzo, in quanto capofila, la cosiddetta “interdittiva antimafia”. Ad emetterla è il prefetto di Roma Franco Gabrielli e nel documento evidenzia “la gravità dei fatti oggetto d’indagine e delel particolari esigenze di tutela della legalità” visto che “emerge che i soggetti indagati, operanti per conto delle società del gruppo “La Cascina”, fossero perfettamente a conoscenza dell’organizzazione “Mafia Capitale”, organizzazione mafiosa che usa la corruzione per entrare nella politica e nell’economia, e ben introdotti nella stessa, considerati i reiterati rapporti con Salvatore Buzzi, con il quale, dal tenore delel intercettazioni telefoniche, si rileva un rapporto solidale di cointeressenza d’affari”.
«Una pratica complessa per i suoi risvolti anche contrattuali – dice il sindaco di San Vincenzo Alessandro Bandini –. Il 3 luglio abbiamo dato avvio al procedimento di revoca dell’appalto che nel caso essendo stato aggiudicato da un’Ati l’estromissione vale solo per la Vivenda». Ma la pratica alla fine non va in porto. «Il 6 luglio abbiamo avuto notizia che il prefetto Gabrielli ha proceduto alla nomina di due commissari e la normativa prevede di attendere i risultati delle verifiche delle analisi dei contratti in essere, tra cui quello della nostra mensa».
Il caso è seguito con attenzione dal presidio Libera “Rossella Casini” di Castagneto Carducci e San Vincenzo. «Un caso in cui emerge quanto siano importanti il rispetto delle regole, dei tempi e dei contenuti nelle gare d’appalto – affermano –. Insomma, il rischio Mafia Capitale è vicino di quanto si possa credere. Esprimiamo preoccupazione per le possibili ripercussioni sui lavoratori e i servizi».(m.m.)
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