Sicurezza
Scuole, bocciata l’inchiesta sì al piano per la sicurezza
In consiglio 2 proposte della minoranza per fare il punto sugli edifici comunali Il sindaco Samuele Lippi: «Stiamo realizzando un’operazione storica»
CECINA. Niente commissione. Bocciata sul nascere l’ipotesi delle opposizioni di farne una d’inchiesta per la verifica della sicurezza negli edifici scolastici di competenza del Comune di Cecina. Sembra fare breccia invece la versione più morbida messa sul tavolo in consiglio da Forza Italia. Ma è un fuoco di paglia. La maggioranza Pd si riserva una pausa per valutare la proposta. Poi, resta ferma sul no. «Che a lavorare sul tema siano le commissioni consiliari permanenti, che già sono previste e costituite», sentenzia il capogruppo Nicola Imbroglia. Un risultato annunciato che arriva solo dopo più di due ore di dibattito di una seduta straordinaria in cui dare le gambe al maxi piano per la messa in sicurezza di dieci edifici: una spesa di 790.000 euro, necessaria per la posa di circa 11.000 metri quadrati di una speciale rete antisfondellamento a ridosso dei solai per scongiurare il rischio di nuovi crolli.
L’ordine del giorno si apre con un interrogazione del Pd a tema “Indagini sulla sicurezza delle strutture scolastiche”, ma la maggioranza dopo averla calendarizzata sceglie di ritirarla per rinviarla a una successiva seduta. «Sarà un’ulteriore occasione per discutere nuovamente di scuola», dice Imbroglia. Dalla presidenza anche la comunicazione per giustificare gli assenti: Lorenzo Gasperini (Cecina insieme), l’assessore Giamila Carli e Massimo Gentili (Ispirazione Dem).
È la capogruppo di Cecina civica Pamela Tovani a illustrare la richiesta di dare vita a una commissione d’inchiesta a nome dei gruppi consiliari di minoranza Cecina civica, Forza Italia, Movimento 5 stelle e Cecina insieme. «Non vogliamo fare processi ma una verifica per comprendere le cause che oggi portano questa amministrazione a scegliere la soluzione delle reti ai soffitti. Chi garantisce che sia la soluzione migliore se non approfondiamo prima le cause?». Una richiesta che arriva dopo «aver incontrato resistenze a potare questo tema nelle commissioni. Ad oggi non abbiamo alcun documento sulle verifiche fatte». Si lamenta anche la scarsità di informazioni sullo stato di “emergenza” dopo il crollo al nido Pollicino, e le modalità con cui vengono date.
È subito chiaro che la proposta non convince le fila della maggioranza. «È una brutale strumentalizzazione sul tema – tuona il capogruppo Pd Imbroglia –. Lo dimostra anche il fatto che la richiesta sia stata fatta ancor prima che si concludessero le indagini sugli edifici. Non accettiamo neppure l’idea che l’amministrazione sia messa sotto processo. Per affrontare il tema ci sono le commissioni permanenti».
Prende la parola Paolo Barabino e ridisegna l’architettura della proposta di commissione presentata dalle opposizioni. «Propongo una commissione a tema con presidenza e maggioranza Pd in cui lavorare insieme e serenamente per conoscere lo stato fisico e l’utilizzo del patrimonio edilizio pubblico, con l’obiettivo di produrre una relazione da presentare al voto del consiglio comunale come atto di indirizzo». Cancellato il nome “Inchiesta” il Pd prende tempo ma alla fine chiude le porte. E Barabino sentenzia: «È un segnale di infinita debolezza».
Ad illustrare le scelte dell’amministrazione comunale e il lavoro degli uffici è il sindaco Samuele Lippi. «Che cosa è necessario fare per evitare che accadano nuovamente crolli dai solai come è accaduto alle scuole Fogazzaro e al Pollicino?». Questa è la domanda a cui si è puntato a dare risposta chiedendo ai tecnici la soluzione più indicata. «Il risultato, dopo i due episodi di crolli in un anno dall’inizio del mio mandato, è un’operazione storica di messa in sicurezza di tutti gli edifici scolastici – sottolinea Lippi –. Le indagini di queste settimane sono state funzionali a capire in modo puntuale le migliori modalità per l’installazione di questa speciale rete che garantisce anche risultati sul piano antisismico». E aggiunge: «È una corsa contro il tempo per fare in modo che a settembre sia garantito l’inizio delle lezioni».
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