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COME “AMICI MIEI” IN SALSA CECINESE TRA BATTUTE, RISATE E IL POKERINO
CECINA. Tanti volti noti hanno fatto tappa al bar Napoli. Erano gli anni 50 e 60... si fermavano lungo la strada per Roma, o quando dovevano prendere il traghetto per l’Elba o la Sardegna. Attori di...
CECINA. Tanti volti noti hanno fatto tappa al bar Napoli. Erano gli anni 50 e 60... si fermavano lungo la strada per Roma, o quando dovevano prendere il traghetto per l’Elba o la Sardegna. Attori di cinema e tv. Lo raccontò lo stesso Fiorello Giannellini (in foto) in un’intervista al Tirreno nel 2005, l’anno in cui lasciò il timone del bar ai nuovi gestori. Erano Amedeo Nazzari e Ivonne Sanson. Ma soprattutto, cliente assai più assiduo, Renato Rascel, che pernottava a Cecina all'hotel Nelly quando era in zona per le sue esibizioni di avanspettacolo.
E una “notte memorabile” Niccolò Carosio, tra i primi giornalisti sportivi della radio prima e della televisione poi, rimase fino all'alba al bar Napoli, a deliziare gli avventori con i suoi racconti. Tra gli habitué del bar di notte anche il grande Gino Bramieri e i comici siciliani Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Anche loro «venivano tardi, dopo lo spettacolo - raccontò Fiorello - a prendere un cappuccino. Eravamo l'unico bar aperto a quell'ora».
Nel suo libro Romano Giannini racconta una serata tipo degli “Amici miei” cecinesi. Tra battute e risate. «Quando s’usciva dal cine - scrive Giannini - spesso di tornava al barre e si faceva il pokerino, quello veloce, un’oretta e mezzo senza pietà. (...) Qualche volta si sentiva bussà la saracinesca e si sapeva che erano amici che frequentavano altri bar e sapevano che al bar Napoli un s’andava mai a letto».
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