Il Tirreno

No alla commissione bufera sul caso scuole

No alla commissione bufera sul caso scuole

Minoranze all’attacco dopo la bocciatura della proposta di un’inchiesta Barabino: «Debolezza politica». Tovani: «Decida il consiglio dopo un dibattito»

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CECINA. Dura la reazione delle oppposizioni al no della maggioranza alla commissione d’inchiesta sulle scuole. Il capogruppo di Forza Italia Paolo Barabino parla di “ segnale di debolezza politica”. «o stato manutentivo del patrimonio comunale -dice - è evidente e sotto l'occhio di tutti, dalle scuole agli impianti sportivi, passando per la biblioteca, il teatro, il bocciodromo, la pavimentazione e gli arredi del centro e non solo, il mancato utilizzo del centro polivalente di via Corsini; altrettanto evidente che gli interventi riparatori, susseguitisi nel corso degli anni, sono sempre stati fatti con denaro pubblico, ossia di noi cittadini, risultando rarissime le ipotesi in cui, a livello contrattuale, il Comune si è tutelato con specifiche garanzie legate al sopravvenire di vizi e difetti. Oggi si parla di 800.000 euro per le reti da apporre sui soffitti delle scuole, di 400.000 euro per la copertura della biblioteca, di analoga somma per quella del bocciodromo e via, e via, e via. Da qui la proposta di istituzione di una commissione che possa capire il perché si sia arrivati a tal punto, che fotografi con precisione lo stato attuale degli immobili, indichi cosa occorra per renderli pienamente fruibili ed a norma, gli impegni di spesa necessari, proponga rimedi perché non si facciano più gli errori del passato. Non un attacco od un processo al Sindaco Lippi ed alla sua Giunta (se così è stato interpretato, c'è qualcuno con la "coda di paglia"), hanno un'eredità molto scomoda ed oggi non possono che correre ai ripari, semmai la ricerca di un quadro chiaro che possa essere di aiuto anche per loro. Chiaro che dai lavori di una tale Conferenza potrebbe emergere una verità scomoda per il Pd, ma ritengo che anche gli attuali consiglieri del Pd dovrebbero propendere per la chiarezza e la ricerca della verità,nell'interesse dei cittadini».

Dura anche Pamela Tovani, capogruppo di Cecina Civica: «La maggioranza dichiara subito e a mezzo stampa che la commissione di inchiesta non sa da fare! Dunque prima ancora che il dibattito consiliare abbia inizio la proposta delle opposizioni viene bocciata categoricamente. Il presidente del consiglio Valori ha permesso al Sindaco Lippi di utilizzare la capigruppo come un organo politico e non organizzativo dei lavori, avviando così la discussione in un concilio ristretto che delegittima di fatto il consiglio comunale e toglie voce agli eventuali consiglieri dissidenti interni allo stesso gruppo Pd. Da parte del Sindaco, del presidente del consiglio e del capogruppo Pd non è stata proferita una sola parola sulla richiesta congiunta delle opposizioni . Il Sindaco Lippi ha parlato a ruota libera di progetti e soluzioni senza presentare un qualsivoglia documento sui risultati delle verifiche effettuate. Hanno illustrato a parole, senza possibilità di replica, gli interventi necessari ma una perizia sulla criticità degli edifici non c'era e non c'è visto che alla mia richiesta di prenderne visione mi hanno risposto che non è ancora pronta!». Tovani critica poi la presenza alla capigruppo dell'inventore del sistema coperto da copyright che il sindaco avrebbe deciso di usare per le scuole. E la definisce uno spot pubblicitario. Sia lei che Barabino si augurano che al consiglio di martedi i nove consiglieri comunali del Pd possa esprimersi liberamente sulla proposta delle minoranze “nell’interesse dei cittadini”.

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