Proteste
Le case al posto dei poderi Al Tar i della Gherardesca
Castagneto Carducci, la Provincia boccia il piano di deruralizzazione dei Pratacci La proprietà porta in causa anche il Comune e chiede un risarcimento dei danni
CASTAGNETO. In ballo ci sono abitazioni rurali in località I Pratacci, annessi agricoli e un paio di ruderi per oltre 1.200 metri quadrati. Tutti fabbricati che la Azienda agricola eredi conte Gaddo della Gherardesca Srl vorrebbe deruralizzare all’interno di una proprietà di 622 ettari, di cui solo 14 coltivati a olivi e seminativo e il restante a bosco. Tanto che a difesa del Piano di miglioramento agricolo ambientale, bocciato dalla Provincia, la proprietà è ricorsa al Tribunale amministrativo regionale della Toscana, chiamando in causa oltre all’ente provinciale anche il Comune di Castagneto Carducci e avanzando una contestuale richiesta di danni economici. Sulla questione il giudice amministrativo, con l’ordinanza depositata il 26 giugno, ha respinto la richiesta avanzata dalla proprietà di sospensiva urgente rimandando il tutto alla discussione nel merito del caso.
Ad avviare la querelle l’Azienda agricola eredi conte Gaddo della Gherardesca, rappresentata dall’avvocato fiorentino Natalia Princi. Sul Piano c’è un’istruttoria preventiva con parere in linea di massima positivo alla deruralizzazione da parte del Comune di Castagneto Carducci. A cui segue il parere sfavorevole della Provincia di Livorno. Motivo? “La superficie complessiva, l’ordinamento colturale e la disponibilità di mezzi meccanici contrasta con quanto dichiarato nel piano”, si legge nella determina dirigenziale 801 del 16 dicembre 2014. E ancora: «Date le dimensioni complessive dell’azienda le superfici ad abitazioni e annessi agricoli presenti in azienda sono da considerarsi necessarie e commisurate ai fini di un’ordinaria gestione dell’azienda anche se allo stato attuale non utilizzate”. Il tutto è confermato il 23 febbraio 2015 dalla Provincia, nonostante le osservazioni presentate dalla proprietà.
L’ufficio tecnico comunale aveva espresso un parere preventivo di massima positivo alla deruralizzazione, con la condizione che i cambi d’uso fossero conformi alle norme del Piano strutturale e del Regolamento urbanistico. «Il Comune – spiega l’assessore all’edilizia privata Giorgio Badalassi – è stato costretto poi a rimandare la valutazione sulla compatibilità urbanistica ed edilizia dell’intervento richiesto, perché la proprietà, in questa fase, aveva rinviato la decisione sulla destinazione futura degli immobili». E infatti ci ha pensato la Provincia che con atto del 16 dicembre scorso ha espresso il parere contrario al Piano presentato dalla società ricorrente. Il comune è difeso dall’avvocato Luigi Guccinelli di Carrara e la Provincia dall’avvocato Federigo Barbensi.
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