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Spazio ai profughi nell’ex caserma

Spazio ai profughi nell’ex caserma

Cecina, fino a 10 ospiti nell’edificio di via dei Parmigiani Il sindaco Lippi: «La struttura deve essere messa a norma»

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CECINA. Servono spazi per l’accoglienza dei profughi. A Cecina oltre all’appartamento messo a disposizione dalla Regione Toscana, in via Italia nell’ex sede Arsia, il Comune sta valutando la possibilità di attrezzare l’ex caserma dei vigili del fuoco in via dei Parmigiani. Ad annunciarlo è il sindaco Samuele Lippi a margine della tavola rotonda delle amministrazioni e associazioni del territorio della Provincia di Livorno sui temi dell’immigrazione, nell’ambito della 21ª edizione del Meeting internazionale Antirazzista promosso da Arci.

«Sull’ex caserma c’era un progetto per farne un centro per l’accoglienza di donne vittime di violenza – spiega Lippi –. La struttura è da mettere a norma, ma potrebbe ospitare fino a 10 persone. A finanziare i lavori dovrebbe essere il Comune di Rosignano a cui sono state assegnate le risorse in quanto ente capofila del progetto. Ma c’è da verificare anche l’impatto sulla possibilità di spesa dell’ente per i vincoli del patto di stabilità». Intanto ci sono 22 profughi da collocare in una struttura del territorio provinciale. La chiamata arriva dalla Prefettura di Livorno mentre nella cornice del parco I pini, alla Cecinella, si tiene la tavola rotonda.

La chiave che si ripete negli interventi è quella di un’accoglienza diffusa e condivisa con il territorio e il terzo settore. Ma non sfugge il contesto in cui si realizzano le politiche d’accoglienza. In Italia l’immigrazione è al 7% ma, secondo un recente studio di Ipsos Mori, gli italiani credono che oscilli fra il 31% e il 39% e la metà non sa cosa sia il diritto di asilo. Molto c’entrano anche le politiche di accoglienza e integrazione che, quando sono efficaci, possono cambiare anche la percezione che i cittadini hanno del fenomeno immigrazione. Da qui la condivisione della linea sposata da Arci e Caritas: ampliare la rete Sprar, il Sistema di protezione dei profughi e richiedenti asilo attivato in Italia nel 2002.

«Gli arrivi a Livorno e a Pisa sono quotidiani, siamo in emergenza da un anno e di fronte a un problema in crescita». Questo il quadro tracciato da Claudia Franconi, presidente dell’Arci Bassa val di Cecina. Che aggiunge: «Stiamo lavorando per riuscire a dare una sistemazione a 22 persone che sono date in arrivo a breve». La strategia è quella di trovare soluzioni per piccoli numeri. A Montescudaio c’è un appartamento disponibile e altri 3 a Riparbella. Nuovi punti d’accoglienza sono in fase di individuazione a Casale Marittimo e Guardistallo.(m.m.)

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