Lutto
L’ operaio del fumetto che lavora per gli Usa e sogna la Marvel
Giovanni Timpano, da Castiglioncello al New Jersey «Una pagina al giorno, per disegnare un albo impiego 6 mesi»
ROSIGNANO. Sforna in media un pagina al giorno, esce in edicola una volta al mese. Giovanni Timpano per essere un fumettista ha tempi serrati, “da catena di montaggio” dice scherzando. Perchè i suoi fumetti pulp-noir, un genere nato negli Usa prima della seconda guerra mondiale, si trovano solo nelle edicole americane. Infatti questo trentaseienne di origine calabrese, lavora da sempre per il mercato statunitense. E coltiva un sogno: disegnare per Marvel Comics, la casa editrice di Capitan America e dei supereroi più famosi. Cresciuto a Castiglioncello dove la famiglia gestiva un hotel, ha fequentato il liceo artistico a Cecina.
“Allora ci insegnavano a disegnare in maniera accademica – dice – mentre oggi i licei fanno corsi di fumetto!”. Nonostante questo la sua passione era già divampata. “Vidi al cinema “Batman” di Tim Burton, cercai in edicola e Dylan Dog fu una folgorazione – spiega - da allora iniziai a leggere ogni genere di fumetto mentre a scuola disegnavo”.
Dopo il liceo però si ferma. “Non mi sentivo ancora pronto per lavorare nel settore. Ho iniziato a fare l'operaio metalmeccanico in aziende di Livorno e Pisa – racconta – l'iter era sempre lo stesso: contratto a tempo determinato, poi veniva trasformato in indeterminato, e puntualmente lasciavo. Avevo paura di restare intrappolato in quella vita e non riuscire più a inseguire il mio sogno. Nel 2005 sono venuto via definitivamente dalla Siemens e ho ripreso a disegnare”.
Per mantenersi dà fondo all'amata collezione di fumetti, ceduta pezzo pezzo su e.bay. Nel 2006 decide di mettersi alla prova: vola a San Diego per la fiera del fumetto con le tavole sotto il braccio, per sottoporsi al parere degli esperti.
“Alla Marvel mi fecero capire che vedevano delle possibilità nei miei disegni. Io mi aggrappai a questa speranza e con i contatti presi iniziai a lavorare gratis per editori minori” racconta. Si trasferisce a Milano, dove continua a disegnare. Iniziano i primi guadagni, gli editori salgono di livello. Nel 2008 torna in Toscana, per poi stabilirsi a Pisa, dove vive oggi.
“Lavoro per la Dynamite, un editore del New Jersey – prosegue – e a breve inizio un contratto con Image Comics di Berkley, California. Ma punto alla Marvel, è solo una questione di tempo”. Intanto viene spesso invitato negli Usa per fiere e manifestazioni.
“Ho sempre e solo lavorato per gli americani perché lasciano più libertà al disegnatore – afferma - per me questo conta molto, più dei soldi. In Italia lo scrittore decide le scene, l'editore ha l'ultima parola. Per disegnare un albo servono sei mesi e quando esci stai in edicola solo uno. Invece io disegno un mese e poi esce l'albo. Essere in edicola tutti i mesi mi dà soddisfazione. Dal lavoro in fabbrica ho imparato a produrre non solo in qualità ma anche in quantità”.
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