Il Tirreno

migranti

Profughi, un appartamento in Viale Italia

di Manolo Morandini
La palazzina all'angolo tra viale Italia e via Roma
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La palazzina all'angolo tra viale Italia e via Roma

Cecina, l’abitazione di proprietà della Regione Toscana è stata la sede distaccata dell’Arsia. Il sindaco: «Allo studio un protocollo perché possano essere impiegati in lavori di decoro urbano e piccole manutenzioni»

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CECINA. A lato della caserma dei carabinieri. A fianco della stazione della Forestale dello Stato. Al primo piano di via Italia, civico 10. È qui che prossimamente potrebbero trovare un tetto dai 6 agli 8 profughi. L’appartamento, di proprietà della Regione Toscana, un tempo ospitava la sede distaccata dell’Arsia, l’agenzia regionale che si occupava della promozione dell’innovazione in campo agricolo che dal 1° gennaio 2011 ha chiuso i battenti. Ed è una delle 31 strutture pubbliche (almeno 400 posti letto) che, in ogni momento, possono essere attivate per far fronte all’afflusso non programmato di immigrati.

La scelta è il frutto di un sopralluogo svolto da tecnici regionali a metà maggio. «Non vedo quali problemi possano derivare da questa collocazione - dice il sindaco di Cecina Samuele Lippi -. Siamo di fronte a una emergenza che è un problema nazionale e ogni comune deve fare la sua parte. Si tratta di un appartamento vuoto che la Regione metterà a disposizione della Prefettura di Livorno». Che aggiunge: «L’importante è far partecipare queste persone alla vita locale, renderli partecipi anche per dare loro modo di ricambiare l’accoglienza della nostra comunità».

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La gestione, quando scatterà, sarà in capo alla Prefettura. Ma sarà necessario l’intervento di un’associazione del territorio e in Bassa val di Cecina la principale candidata è l’Arci che ha alle spalle una lunga esperienza nell’ambito del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar): garantendo interventi che vanno oltre la distribuzione di vitto e alloggio. In pratica, prevedendo in modo complementare anche misure di assistenza e orientamento, attraverso la costruzione di percorsi individuali di inserimento socio-economico.

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«Stiamo lavorando al protocollo per la messa alla prova, offrendo la possibilità di misure alternative al carcere attraverso la prestazione di lavori nell’ambito delle piccole manutenzioni e del decoro urbano». E il protocollo, con i necessari adattamenti potrebbe essere mutuato per i profughi. «Proviamo a muoverci per aprire una prospettiva anche nel caso dei profughi – sostiene l’assessore al Sociale Giovanni Salvini –. Ma deve essere chiaro a tutti che quando vediamo queste persone inattive è perché le condizioni alla base dell’accordo con cui sono state accolte prevedono tra l’altro che non possono lavorare. Ed è un aspetto da cambiare, anche per restituire loro dignità. Perciò dobbiamo muoverci nell’ambito delle prestazioni volontarie e gratuite». 

In tanto c’è un problema di spazi. «Il Comune non ha strutture adeguate e dall’indagine che ho svolto sul territorio in estate è un problema trovare spazi disponibili per l’accoglienza – afferma il sindaco Lippi –. In occasione del Meeting Antirazzista alla Cecinella lancerò la proposta al governatore Rossi di un’accoglienza diversificata. In pratica, le strutture turistiche in estate devono essere messe in condizione di poter lavorare con i turisti, anche nell’interesse dell’economia del territorio. Cosa diversa è nel resto dell’anno, per cui tra l’altro ho trovato delle disponibilità di massima».

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