Attenzione
Urbinati: «Referendum per la scuola pubblica»
ROSIGNANO. Avanti con il referendum per fermare i provvedimenti decisi dal Governo Renzi sulla Buona Scuola. Questa la proposta scaturita durante il convegno organizzato da Libertà e Giustizia, Anpi...
ROSIGNANO. Avanti con il referendum per fermare i provvedimenti decisi dal Governo Renzi sulla Buona Scuola.
Questa la proposta scaturita durante il convegno organizzato da Libertà e Giustizia, Anpi e associazione Libera nella sala conferenze di piazza del Mercato a Rosignano Solvay. Ad illustrare la nuova riforma Nadia Urbinati docente di scienze politiche alla Columbia University e Andrea Pertici docente di Giurisprudenza all’Università di Pisa.
Una riforma che secondo Pertici attraverso i bonus e le detrazioni fiscali per le paritarie e attraverso i finanziamenti privati “rovescerà la Costituzione – ha detto – perché avremo scuole eccellenti in zone dove i privati possono investire e scuole sempre peggiori dove il tessuto sociale soffre di problemi economici. Tutto ciò porterà all’emarginazione”.
Dure le parole di Nadia Urbinati: “Lo stato disinvestirà sulla scuola pubblica; gli istituti, attraverso l’autonomia, dovranno coprire le spese per portare avanti progetti. I presidi saranno costretti a trovare i finanziamenti e ciò comporterà che le scuole frequentate da ragazzi con famiglie che hanno problemi economici, diventeranno le peggiori. Dunque lo Stato Italiano provocherà la diseguaglianza E’ ciò che è già accaduto, ad esempio, in America”.
Critiche anche sull’impostazione della riforma “che segue una visione piramidale e gerarchica, una visione tipica – ha detto Urbinati – di Matteo Renzi che evidentemente non ama la collegialità”. Messa in discussione anche la valutazione ed il merito “perché la riforma introduce elementi di arbitrarietà e parzialità e dove i genitori potranno influire sugli insegnanti. Non era questo il progetto di riforma della scuola quando il Pd si è presentato agli elettori”.
L’unica strada da perseguire, secondo quanto scaturito dall’incontro, è quella del “referendum perché – hanno detto- questa riforma non interessa solo gli insegnanti, ma tutti gli italiani”. (al.be.)
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