Il Tirreno

Il DIBATTITO ALLA LIMONAIA

I film d’autore e il flop del pubblico

I film d’autore e il flop del pubblico

Registi e critici: «Il coraggio di credere in storie originali»

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CASTIGLIONCELLO. Il coraggio di credere in storie originali, di raccontare la società di oggi anche se le sale a volte tradiscono gli autori. Serve una grande determinazione per fare film nel cinema italiano, dove i produttori illuminati sono rari, i multisala ormai imperanti hanno ridotto i cinema di provincia e spesso mandano film più commerciali, che il pubblico amante delle pellicole d’autore diserta. Il quadro tracciato ieri sera alla Limonaia da Paolo Mereghetti, Laura Bispuri, Saverio Costanzo e Alba Rohrwacher coordinati da Dario Zonta durante il dibattito “Il cinema italiano, quello vero” per il Premio Lo Straniero, ha sollevato problemi reali. Grazie al punto di vista originale della rivista fondata da Goffredo Fofi, i quattro ospiti si sono aperti a raccontare le loro esperienze. Come il rapporto con la critica, ritenuto sempre stimolante.

“Credo alla stroncature dei miei film – ha detto il regista Costanzo – se il critico lo fa con passione, competenza e cultura, e se è coerente. Il film può suscitare anche odio, il primo che ho fatto, che era inattaccabile, mi ha lasciato in una dimensione dorotea”. L’autore si mette a nudo quando fa un film e la critica per il cinema d’autore è fondamentale. Spesso infatti film importanti nel panorama italiano come “Hungry Hearts” di Costanzo raccolgono pochi spettatori. “Sono stati 30.000 ingressi in Francia e negli Usa è stato un disastro – ha detto il regista – il film è andato malissimo in tutti i paesi”. Complici le trasformazioni commerciali del cinema, come ha osservato Mereghetti, perchè “10-15 anni fa i produttori hanno promosso i multiplex pensando di attirare i giovani, ma che poi hanno iniziato a rifiutare il cinema più ambizioso. Le piccole sale nel frattempo hanno chiuso, anche perché i distributori hanno cavalcato l’onda del digitale, e il pubblico più curioso si è perso”.

Tra queste difficoltà parlare dei film della stagione di cui Alba Rohrwacher è interprete – “Vergine giurata” opera prima di Laura Bispuri e “Hungry Hearts” di Costanzo - ha avuto un sapore di originalità e resistenza, a cui Lo Straniero fa riferimento nella scelta dei suoi premiati.

L’attrice toscana, già premiata per “Hungry Hearts” con la Coppa Volpi alla 71/a mostra del cinema di Venezia e con il Globo d’oro – ha raccontato con timidezza ma determinazione le sue scelte. “Non so dire cosa mi fa aderire ad un progetto – ha detto - fare film è una scelta di vita e di un periodo della propria vita. E’ importante con chi lo fai. La prima cosa che mi attira di un film passa dall’istinto di seguire l’avventura o i compagni. Se la scelta è complicata rinuncio perché non avrò il coraggio di abbandonarmi e diventare parte di quella famiglia con cui andrò a lavorare”.

Federica Lessi

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