Sicurezza
Biblioteca, infiltrazioni già nel 2010
Il caso del piano straordinario per sistemare il tetto dopo 14 anni dall’apertura
CECINA. Una spesa di 394.310 euro. Questa la cifra a piè di lista dello studio di fattibilità per rimediare all’umidità che sale dal pavimento e penetra dai soffitti della biblioteca comunale di Cecina. Un colabrodo, nonostante dall’inaugurazione della struttura siano passati solo 14 anni e per tirarla su siano serviti poco meno di 2 milioni di euro. Situazione che nel 2010 si mostrava già in tutta la sua gravità. Lo si evince da un’interrogazione dell’epoca, a firma della minoranza Il Popolo della libertà e La Città per la città. A rispolverarla è l’attuale capogruppo di Forza Italia Paolo Barabino. «Dà la misura del modo in cui si amministrano i soldi pubblici», dice.
All’epoca l’allora assessore alla Qualità del territorio Michela Ghezzani a quell’interrogazione rispondeva in forma scritta. «Solo recentemente si sono evidenziate delle infiltrazioni di acqua piovana sulle pareti interne dell’edificio e il fatto è riconducibile – si legge –, non tanto ad originari difetti costruttivi, bensì alle peculiari caratteristiche tecniche che le coperture piane fanno solitamente registrare, in ragione delle sollecitazioni climatiche cui sono sottoposte. Ne consegue che i manti di copertura così realizzati richiedono interventi medio tempore atti a ripristinare la completa funzionalità».
Nessuna apertura alla richiesta di far valere quanto prevede la legge in merito alla responsabilità dell’appaltatore entro 10 anni per i difetti di costruzione. Eppure all’epoca i margini c’erano ancora, l’edificio di via Pasubio venne inaugurato nel dicembre del 2001 dall’allora sindaco Paolo Pacini. E neppure un accenno in replica alla sottolineatura dei consiglieri di minoranza: «Chi doveva sovrintendere ai lavori aveva il dovere di fare una esatta e tempestiva denunzia dei difetti esistenti». L’assessore dell’epoca si limita agli atti: «Il certificato di collaudo è stato approvato con determina dirigenziale numero 584 del 26 febbraio 2002 a seguito dell’esito positivo delle verifiche strutturali effettuate sull’edificio, non risultando, a tale epoca, alcuna anomalia costruttiva e la piena rispondenza al progetto approvato». A costruire fu la ditta Mori Leo di Piombino. Direttore dei lavori l’architetto Rudy Carli. Mentre il collaudo fu eseguito dall’architetto Giacomo dell’Aiuto e responsabile del procedimento per i Comune era l’architetto Marco Baggiani.
Oggi il Comune si appresta a mettere in campo per correre ai ripari un piano in due stralci, che in valore è pari a circa un quinto di quanto è stato speso per costruire l’edificio di via Pasubio. C’è la cifra, ma ancora i tempi d’intervento non sono stati fissati.(m.m.)
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