Il Tirreno

IL CASO

Villa Godilonda, guerra per il parco

Anna Cecchini e Alessandra Bernardeschi
Una vista su villa Godilonda
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Una vista su villa Godilonda

Castiglioncello: uno dei due soggetti proprietari ha presentato segnalazione al Comune per richiedere verifiche sul taglio degli alberi

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CASTIGLIONCELLO. Doppia proprietà per villa Godilonda, che risulta fare capo a due soggetti (collegati a imprenditori russi). Questo emerge da una segnalazione (numero di protocollo 14659 del 1 aprile 2015) presentata a fine marzo in Comune dalla società Posh Capital Investment srl, proprietaria della parte minoritaria dell'edificio che fu di Bulgari.
Il documento chiede «l'intervento comunale alla verifica delle irregolarità poste in essere da ignoti presso il parco privato dell'immobile denominato villa Godilonda», e di fatto sembra avviare una guerra per le potature effettuate nel parco dell'edificio. Il motivo della segnalazione è tutto legato al fatto che la Posch Capital Investment vuole prima di tutto prendere le distanze dal taglio degli alberi effettuato nei mesi scorsi all'interno del parco della villa.


La doppia proprietà della villa. Il documento ripercorre dettagliatamente l'acquisizione dell'immobile da parte delle due società che fanno capo a soggetti di nazionalità russa. «Con due atti - recita la segnalazione - stipulati il 13 dicembre 2013 e il 20 giugno 2014, l'esponente acquistava due immobili adibiti a unità ricettive facenti parte del fabbricato denominato villa Godilonda. Contestualmente, la società acquistava le relative quote di comproprietà delle parti comuni e condominiali sia del fabbricato sia delle aree esterne. Nel mese di settembre 2014, la società, già in trattativa con gli altri comproprietari, veniva a conoscenza che questi avevano deciso di alienare le loro unità e relative quote di proprietà delle parti comuni ad altri soggetti, i signori Timur Zaynutdinov e Adelya Zaynutdinova, residenti in Russia, direttamente o mediante la cessione della società Bice srl e Porto srl, già comproprietarie dell'immobile».
Nella segnalazione, a firma del legale rappresentante della Posch Capital Investment, si fa presente che la società «consigliata dai suoi legali, comunicava al Comune di Rosignano la propria qualità di comproprietario, pregando la stessa amministrazione di essere informata su eventuali richieste di autorizzazioni e permessi riguardanti la villa Godilonda».
Il problema delle potature nel parco. Fatte queste premesse, il rappresentante legale della società Posh fa presente come l'aspetto del parco della villa sia profondamente cambiato, a causa di potature da cui la Posh prende le distanze. Infatti, si legge ancora nella segnalazione, «alla fine di gennaio 2015, quando il legale rappresentante della Posh torna in Italia, rileva come qualcuno aveva gravemente danneggiato le parti comuni, sia all'interno sia all'esterno del fabbricato principale, sia nel parco storico della villa. Oltretutto notavo che alcuni infissi, numerosi mobili da giardino e un'acquasantiera posta all'ingresso della struttura erano spariti. Molto grave anche la situazione all'esterno, ove gran parte del parco è stato raso al suolo e "sfigurato" da irregolari e illegittimi abbattimenti che hanno riguardato numerosi pini e lecci. Vale la pena di ricordare come parco e intero immobile siano soggetti a tutela e vincoli paesaggistici».
Chiaro che il legale della Posh sia andato in Comune per chiedere informazioni sull'accaduto, «manifestando - prosegue la segnalazione - la assoluta estraneità della società ai fatti esposti. In quella sede fummo informati che nessuna autorizzazione di intervento era stata presentata dagli altri comproprietari o da terzi».
Il parere dell’agronomo. Così la Posh ha incaricato un agronomo, il dottor Presti di Livorno, di valutare le condizioni del parco. «L'agronomo - si legge - confermava l'illegittimità degli abbattimenti, evidenziandone la grossolana e dannosa esecuzione, eseguita in assenza di effettiva necessità ed in spregio alle norme relative ai vincoli paesaggistici, nonché alla locale disciplina dettata dal regolamento di tutela del verde urbano pubblico e privato del Comune di Rosignano».


Alla luce dell'accaduto, la Posh ha chiesto un incontro ai comproprietari della villa, durante il quale, precisa la segnalazione, «i rappresentanti dei signori Zaynutdinov, non negavano che questi ultimi avessero dato istruzioni a terzi di abbattere gli alberi. Anzi, uno dei rappresenti mostrava tre ordinanze del Comune che avrebbero dovuto giustificare tale intervento».
Chiaro che la Posh abbia presentato richiesta di accesso agli atti, e che abbia rilevato «con grande rammarico che, nonostante la precedente missiva, inoltrata tramite legale al Comune, i due provvedimenti erano stati emessi nei confronti di Zaynutdinov Timur e notificati esclusivamente a quest'ultimo. Oltretutto una delle due ordinanze (la 649 del 19-12-2014) era stata emessa su richiesta di un non meglio precisato cittadino di Rosignano».
La società Posh, nella segnalazione, chiarisce che il contenuto delle ordinanza «non possa che ingenerare grossi dubbi». Questo anche sulla base della relazione dell'agronomo Presti che, come riportato nella segnalazione, sottolinea «che gli alberi abbattuti e rovinati sono in numero sensibilmente maggiore a quelli contenuti in qualsivoglia ordinanza». E aggiunge come «è evidente che la maggior parte, se non la totalità, degli interventi di abbattimento e capitozzature sono avvenuti in spregio alle norme di legge, locali e nazionali, vigenti in materia».
La richiesta di intervento verso il Comune. Ecco che la società, che «si riserva di agire nelle opportune sedi di giustizia», con la segnalazione al Comune chiede al sindaco di «provvedere all'accertamento delle irregolarità, alla verifica della rispondenza dei lavori con le ordinanze e all'attuazione di opportuni provvedimenti volti ad evitare, se non impedire formalmente il ripetersi degli episodi descritti».

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