Sicurezza
Il nuovo argine si prende il posto delle bilance
Sacrificati i casotti e i retoni per la sicurezza idraulica L’assessore Carli: «L’idea è di collocarli in un altro tratto»
CECINA. Tanto è forte la piena, maggiore è il richiamo per i pesci. Pinneggiano in quest’acqua che mare e fiume. Alle spalle del ponte di Marina, dove la linea di confine la tracciano le bilance da pesca. Ne restano tre, ma hanno i giorni contati. Con l’avanzare dei lavori per la costruzione dell’argine remoto del Cecina verranno demolite. E non è ancora chiaro se potranno essere spostate altrove.
«Le palafitte non sono compatibili con l’opera di difesa idraulica che in quel tratto prevede la costruzione di un muro in cemento armato per una lunghezza di 250 metri, proprio a partire dal ponte passerella». A chiarire la situazione è l’assessore al Lavori pubblici di Cecina Giamila Carli. Le tre costruzioni verranno demolite, ma c’è uno spiraglio. «Con la Provincia, ma stiamo interessando anche il Genio civile, stiamo valutando se è possibile trasferirle in un altro tratto».
La questione è complessa. Ci sono gli aspetti di difesa idraulica, ma c’è anche da sciogliere il nodo della proprietà dei terreni. Il demanio fluviale la fa da padrone, ma nel punto dove attesta l’argine remoto si sconfina nella proprietà del Comune. E poi c’è da chiarire anche le riserve dei privati. Per esempio, una delle bilance è in vendita. “Vendesi occasione irripetibile ed esclusiva bilancia da pesca sul fiume Cecina, abitabile, con bagno, doccia, luce e acqua, arredata, con ampissimo terreno di pertinenza, illuminazione completa interna ed esterna barbecue e posto barca a corredo”. L’annuncio rimbalza sui siti specializzati e anche nelle bacheche di agenzie immobiliari. La richiesta è di 130.000 euro. Ma la proprietà, contattata, tira il freno. «Adesso sono in corso i lavori sul fiume. La struttura rimarrà, ma il giardino verrà modificato. L’intenzione è di cederla, ma dovremo aggiornarci a settembre».
Un paesaggio consolidato da decenni quell’affaccio sul fiume, spalle al mare, con vista sui retoni e i relativi casotti. «L’idea su cui stiamo lavorando è di poterli salvaguardare, appunto spostandoli – sottolinea l’assessore Carli –. E ciò sarebbe interessante anche in prospettiva del parco fluviale del Cecina». Nel frattempo l’argine remoto sinistro per la messa in sicurezza idraulica del Cecina sta prendendo forma. Completato il muro, un centinaio di metri, in cemento armato, dal ponte della ferrovia in direzione del mare, le ruspe e i camion procedono con il movimento terra. E si stanno addossando proprio al tratto dei retoni. È questo il segno di un cantiere tornato a marciare dopo lo stop in attesa delle necessarie autorizzazioni dal Genio civile, seguite all’insediamento della ditta alla fine di novembre dello scorso anno.
Dalle stanze di via Landi confermano il cronoprogramma: entro la fine dell’estate l’argine remoto sinistro sarà completato. A lavoro ci sono gli operai dell’associazione temporanea d'imprese (Ati) tra Vanni Pierino Srl di Cecina e Intersonda Srl di Castelnuovo Garfagnana che si è aggiudicata l’appalto da 1,6 milioni di euro. La spada del ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana dell’Ati rimasta esclusa per adesso non ha prodotto effetti sui lavori.
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