Sicurezza
Sicurezza in mare del progetto Sarago restano i bagnini
San Vincenzo, attivo dal 1997 il progetto Sarago quest'estate non è partito. Saltato il collegamento via radio tra le postazioni. Valutazioni opposte tra la Guardia costiera e i balneari
SAN VINCENZO. Cambia faccia e perde il nome il progetto di salvamento Sarago, operativo a San Vincenzo dal 1997. Ed è una metamorfosi che si presta a valutazioni diverse da parte dei protagonisti in campo. Su un versante c’è il comandante della Guardia costiera di Piombino Vittorio Vanacore, che considera il nuovo volto la scelta giusta per ottimizzare le risorse e concentrare lo sforzo sulla spiaggia di Rimigliano, dando ai privati l’opportunità di consorziarsi in eventuali «progetti ad isola». Dall’altra c’è il presidente di Sib Confcommercio Stefano Cazzuola per il quale «Sarago è saltato e non ci sono più i collegamenti fra stabilimenti». Nel mezzo, la voce dell’amministrazione comunale con l’assessore Antonio Russo, secondo cui Sarago «è parzialmente saltato».
Ci sono delle certezze: non c’è al momento collegamento via radio tra balneari e le responsabilità, nelle spiagge libere tra una concessione e l’altra, sono adesso del Comune, che ha garantito nelle spiagge libere del litorale comunale lo stesso numero di torrette (8) e di bagnini degli anni scorsi, collegati fra loro via radio e dotati di moto d’acqua. In più, due torrette nel centro urbano. «Sarago – spiega il comandante Vanacore – era un progetto che demandava, per la parte privata, la gestione del servizio al singolo concessionario. Da un’analisi approfondita si è giunti a un’ottimizzazione delle risorse concentrando lo sforzo sulla vasta area di Rimigliano e consentendo ai gestori privati di valutare eventuali progetti ad isola, consorziandosi fra di loro. Vi sarà un maggior rispetto delle norme di sicurezza, un pregio maggiore, una gestione intelligente delle risorse nel rispetto dell’ordinanza di sicurezza balneare, scindendo la parte pubblica da quella privata».
Non la pensa così Stefano Cazzuola. «Il progetto Sarago – dice – non è stato approvato dalla Capitaneria di Piombino. Questo è un dato di fatto. L’unica regola che vige al momento è l’ordinanza balneare. Non c’è collegamento fra le postazioni degli stabilimenti. Le torrette coordinate con gli stabilimenti costituivano il fulcro del progetto Sarago. Ora non ci sarà più questo coordinamento. Certo, nulla vieta comunque ai balneari di munirsi di radio. Sarago prevedeva che le spiagge libere tra gli stabilimenti fossero coperte dai concessionari come responsabili. Adesso il responsabile è il Comune di San Vincenzo».
Secondo l’assessore all’Ambiente, al porto e ai lavori pubblici Antonio Russo: «Sarago è saltato parzialmente. La Capitaneria di Piombino approva la parte pubblica del piano di salvamento del Comune, ma non il coordinamento coi privati, e non accetta più progetti ibridi. Vuole un progetto collettivo, con un responsabile di tutto il piano». «A San Vincenzo non c’è collegamento via radio fra le postazioni dei privati, ma c’è nelle spiagge libere – prosegue l’assessore –. Il limite che la Capitaneria ha individuato è che manca un responsabile di tutto il piano. Come Comune abbiamo un responsabile per la parte pubblica, l’associazione Arci Mare, ma ogni privato è responsabile di se stesso». Che conclude: «Sarago ha avuto eccellenti risultati, e il limite individuato dalla Capitaneria è legale, non pratico. Per le spiagge libere il salvamento è lo stesso degli anni precedenti. Nei prossimi giorni ci incontreremo coi balneari per parlare del collegamento via radio».
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