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Violenza contro gli animali incontro con la criminologa
CECINA. Si terrà alla biblioteca comunale, sabato prossimo alle ore 9, il convegno dal titolo “Se il bambino e’ crudele con gli animali, da grande potra’ diventare un assassino: il seme della...
CECINA. Si terrà alla biblioteca comunale, sabato prossimo alle ore 9, il convegno dal titolo “Se il bambino e’ crudele con gli animali, da grande potra’ diventare un assassino: il seme della violenza”, conferenza della criminologa Giovanna Bellini. Dalle storie di crudeltà su animali domestici da parte di bambini, a storie in età adulta di assassinio o di serial killer. Il 30% dei figli di donne che subiscono violenza assistita in famiglia attraverso crudeltà su animale, a loro volta esercita atti di violenza sugli animali e nell’ 80% delle famiglie in cui vengono segnalati maltrattamenti su animali domestici si scoprono abusi e trascuratezza o maltrattamento sui minori. Il 50% degli stupratori ha avuto atti violenti in età infantile o adolescenziale sugli animali e il 15% esercita stupri anche su animali.
“Il seme della violenza” è il filo conduttore di una conferenza sull’argomento, coordinata da Giovanna Bellini, neurologa e criminologa, che si terrà a Cecina, sabato nella sala convegni della biblioteca in via Corsini 7. Significativa sarà la presenza della sezione anticrimine della Questura Livorno, che porterà dati del territorio. L'animale – si dirà - rappresenta l'essere debole su cui per primo nella "carriera" del violento si riversa l'atto crudele. E’ l'essere da dominare e dominato, da sottomettere e che poco può ribellarsi alle torture inflitte. Risulta, quindi, un perfetto bersaglio per quella crudeltà che potrà essere rivolta alla vittima uomo. Anche se in questa fase una quota di aggressività nei confronti dell'approccio agli esseri viventi rientra nella normalità, il bambino va comunque guidato fin dagli inizi, insegnandogli il rispetto per le forme di vita altrui, per il dolore dell'altro, sia al proprio simile che all'animale.
Ecco perchè è importante la presenza di un animale in famiglia, generalmente cane o gatto, di cui il bambino possa anche prendersi cura, capire le esigenze ed iniziare a rispettarle, così come i bisogni primari. E’ infine prioritario – si concluderà - porre l'attenzione sui crimini e le violenze sugli animali fin dall'età infantile ed adolescenziale , non tanto per motivi etici, ma per mettere in atto piani di assistenza nei confronti degli stessi piccoli aggressori. Si potrà dunque limitare il pericolo sociale determinato dall'evoluzione della violenza, riversata questa volta sull'uomo da parte dei piccoli violenti una volta diventati adulti, se non aiutati e lasciati a loro stessi.
Gian Ugo Berti
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