Attenzione
Storico ristoratore protesta «Piazza chiusa, perdo soldi»
VADA. «Ogni volta che la piazza viene chiusa perdo, tra sabato e domenica, una media di 1.200 euro di incasso. Significa che per sei o sette iniziative estive io rinuncio a 10mila euro». Altero Giomi,...
VADA. «Ogni volta che la piazza viene chiusa perdo, tra sabato e domenica, una media di 1.200 euro di incasso. Significa che per sei o sette iniziative estive io rinuncio a 10mila euro». Altero Giomi, titolare dello storico ristorante Il Ducale, sul versante sud della piazza di Vada, è inarrestabile quando dà spiegazioni della sua contrarietà alla chiusura al traffico di piazza Garibaldi.
«L’anno scorso - racconta - avevo parlato con l’assessore Montagnani, che mi disse che la vicenda sarebbe stata risolta. Per sicurezza ho avuto un nuovo colloquio con l’assessore anche un mese fa, e poi una ventina di giorni fa con il sindaco, che mi ha detto che avrebbe parlato con Creatini della Pro Loco per risolvere il problema. Mi ha detto anche che però per la fiera, il primo lunedì di agosto, la piazza andava chiusa, e su questo non ho fatto problemi».
Lo scorso fine settimana Giomi si è sentito letteralmente beffato. «La sera di venerdì - dice - hanno messo i cartelli di divieto di sosta anche nella parte di piazza su cui si apre il mio ristorante, e poi la notte hanno piazzato anche quelli che avvisavano della chiusura di tutta la piazza». A quel punto Giomi ha scatenato un putiferio. «Ho telefonato all’assessore Montagnani - prosegue - che mi ha detto di non essere al corrente e che probabilmente c’era un errore. Tra l’altro mi fornisce il numero della persone che per Pro Loco si occupa di queste cose, che poco dopo mi dice di non sapere se sul versante sud della piazza ci sarebbero state iniziative».
Sabato mattina piazza Garibaldi, su ambedue i lati, è stata chiusa e sono stati posizionati i banchetti. «Ho chiamato i vigili - termina Giomi - che mi hanno detto che tutto dipende dalla Pro Loco. Ma l’associazione non mi ha più risposto, come del resto neppure l’assessore Montagnani. Credo che mi prendano in giro, non mi pare giusto che la Pro Loco faccia gli affari propri e che io ci rimetta lo stipendio».(a.c.)
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