Sicurezza
I pescatori sul piede di guerra
Si moltiplicano gli episodi di reti tirate a terra e danneggiate lungo la costa da Cecina a Castagneto
CECINA. L’orizzonte si ribalta. Diviene la riva. E il mare si fa stretto. Tanto da divenire uno spazio conteso. Da una parte chi lo solca per lavoro e dall’altra chi vi si affaccia per diletto. Non si contano le invasioni di campo per accaparrarsi mormore, orate. Gli screzi verbali. Tra chi sta sulla barca, a calare le reti, e chi pesca da riva, con la canna da lancio. Tanto che si registrano azioni di sabotaggio. Reti tirate a terra. Gettate alla rinfusa sugli alberi, alle spalle della prima duna. Altre volte ridotte a brandelli. Gli animi tra i pescatori professionisti sulle banchine del porto di Cecina sono caldi. Lo sono sempre stati inclini agli eccessi. Abituati a confrontarsi con le asprezze di un mestiere duro. Segnati dalla salsedine, dal vento, dal sole.
«Tre mesi fa avevo calato le reti in corrispondenza della fossa Camilla – dice un pescatore –. Le ho ritrovate a terra, ridotte a brandelli. E sulla sabbia c’erano i segni di una moto quad con la quale probabilmente le hanno agganciate e portate sulla spiaggia».
Gli episodi per adesso si fermano a scontri verbali, dove a mantenere la distanza è quel poco di mare che separa i pescatori sulle barche da chi a riva è armato di canne. «Nel fine settimana arrivano a frotte sulle nostre spiagge – raccontano –.Quando andiamo a calare le reti teniamo conto di dove sono piazzati ma poi ne arrivano altri e all’alba capita che troviamo le reti danneggiate, con piombi e ami impigliati». E rincara un collega: «La pagnotta è dura per tutti da conquistare. Anche alle dighette della Cecinella è ormai impossibile pescare tanti sono i cannisti».
Sono una ventina i professionisti ormeggiati a Cecina e quasi tutti hanno mezzi e licenza per operare entro le 3 miglia dalla costa. Possono calare le reti dalle 20 alle 8, in teoria anche a meno di 100 metri dalla riva. Ed è su questa distanza che si consuma la guerra. Nella stessa fascia oraria in estate i cannisti possono lanciare le lenze. «Noi che lavoriamo ci troviamo spesso a doverci spostare perché troviamo gli spazi occupati da chi pesca per passatempo».
Il presidente provinciale dei pescasportivi Fipsas Andrea Lami sposta l’orizzonte. «Con una canna è impossibile tirare delle reti, semmai si perde il calamento. Forse più che di cannisti si tratta di una guerra tra chi cala i palamiti e si trova le reti sopra».
Dalle stanze della guardia costiera di Cecina il comandante Domenico Guarino ricorda le regole per l’esercizio della pesca e non registra segnalazioni di scontri: «Nessuno ha presentato esposti e neppure ci sono arrivati segnali di problemi da parte dei pescasportivi o da concessionari demaniali».
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