Il Tirreno

Commercio ambulante sono 125 le autorizzazioni

di Paolo Federighi
Commercio ambulante sono 125 le autorizzazioni

San Vincenzo, un dato che testimonia l’attività del Comune per regolare il settore Nel dibattito sull’ordinanza anti abusivi i punti di vista di Libera e Confcommercio

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SAN VINCENZO. Sono 125 le autorizzazioni al commercio ambulante su spiaggia rilasciate dal Comune di San Vincenzo. Lo si evince dalla lettera aperta che il Presidio di Libera Rossella Casini di Castagneto e San Vincenzo ha inviato al sindaco Alessandro Bandini esprimendo il proprio no verso l’ordinanza 75 sulle “Disposizioni per la prevenzione dell’esercizio abusivo del commercio” in vigore dal 15 giugno.

Un dato in crescita quello delle autorizzazioni, che testimonia il percorso del Comune per normare il commercio ambulante su spiaggia. Ma per Libera le lacune e i rischi culturali dell’ordinanza sono troppi: «Il 99% dei venditori (autorizzati e non) è straniero, immigrati extracomunitari. La lettura delle premesse dell’ordinanza incrociata col dato dei venditori rischia di tradursi in una precisa indicazione dei presunti colpevoli dell’allarme sociale: gli extracomunitari tout court». Per il presidio, se l’ordinanza parte dall’importante obiettivo del reprimere commercio abusivo e vendita di merci contraffatte, utilizza tuttavia motivazioni e metodi che rischiano di contraddirne l’intento. «Dopo un anno dalle riunioni in Prefettura, senza coinvolgimento della comunità locale e, pare, senza coordinamento con gli altri sindaci della costa, viene emesso un atto che esprime un messaggio culturale e politico ben preciso. Si indicano dei sentimenti, quali “il diffuso disagio e il malumore dei cittadini”, causati dai comportamenti dei “venditori abusivi”, descritti come un pericolo quotidiano: insistenti, indesiderati, creano fastidio e disagio, fino ad arrivare a “manifestazioni di intolleranza che minacciano di degenerare in episodi di violenza, suscitando pertanto allarme sociale”. Il tutto “è un fenomeno in costante crescita” che le forze dell’ordine non sono in grado di contenere. Viene da pensare che a San Vincenzo vi siano stati chissà quali episodi di violenza».

Il presidio ricorda al sindaco che nel programma elettorale aveva parlato della costituzione di una Consulta degli immigrati: «Ci saremmo aspettati la valorizzazione dei percorsi di legalità intrapresi dallo stesso Comune per normare la vendita sulle spiagge, in un percorso partecipativo democratico con associazioni economiche, sociali e del volontariato per costruire progetti di accoglienza e inclusione dei migranti che affrontasse anche situazioni come quella dei venditori sulle spiagge». Libera invita Bandini a chiedere al Governo di intensificare la repressione verso le organizzazioni criminali che gestiscono il mercato delle merci contraffatte e sfrutta gli immigrati come manovalanza. Un atto che per il presidio traduce le premesse politiche nell'istituzione di altre forze dell'ordine da aggiungere a quelle vere e proprie, ossia gli operatori, che saranno però multati "se non impediranno ai venditori, abusivi e non, di accedere nelle loro concessioni". Libera, auspicando che si concentri l’azione repressiva sulla criminalità organizzata, lascia "all’amministrazione e alle forze politiche il valutare se esiste l’opportunità e la necessità di una tale ordinanza". F

Fabio Busdraghi, presidente di Confcommercio San Vincenzo, e Luca Lavoratori, presidente di Fiva Val di Cornia, dicono sì all’ordinanza e ritengono che l’abusivismo commerciale e la contraffazione si siano intensificati specie sulle spiagge, trasformandosi in disturbo della quiete delle persone, in probabile infiltrazione di criminalità e concorrenza sleale a negozi e ambulanti regolari. «Fornire la facoltà (e non l’obbligo) agli stabilimenti balneari e agli altri concessionari di avere figure professionali per consentire l’ingresso nelle concessioni solo a chi rispetta la legge è un segnale per dimostrare l’impegno dell’amministrazione nel garantire rispetto delle regole, sicurezza, contrasto dell’abusivismo commerciale. È un primo passo – dicono – e deve essere seguito dalla condivisione di cittadini e turisti e dall’impegno in primis della polizia municipale». Busdraghi e Lavoratori si augurano un maggior coordinamento tra i Comuni «per ottenere risultati ancora più efficaci».

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