Sicurezza
Ruspe in spiaggia al Renaione
Dalle proteste dei bagnanti ai chiarimenti dell’assessore Russo
SAN VINCENZO. “Mi scuso tanto con i miei clienti, ho lottato finché ho potuto ma sono costretto ad arrendermi alla forza delle ruspe. Vi ringrazio per il sostegno. 19 giugno 2015. Firmato: Duilio Frati”. Questo si legge su un muro all’interno della spiaggia dello stabilimento balneare Il Delfino. Mentre i lavori della ditta Cadelago di Piombino proseguono alla foce del fosso Renaione, si è fermata giovedì alle 20 circa la protesta di Duilio Frati, 90 anni, titolare de Il Delfino che già nei giorni scorsi aveva effettuato un sit-in di circa quattro ore all’interno del cantiere per impedire l’azione delle ruspe.
Intanto nella mattina di venerdì 19 giugno è stata emessa dal dirigente dell’area Servizi per il territorio Andrea Filippi l’ordinanza numero 79 che vieta, dalle 8 fino al termine dei lavori, l’utilizzo dell'arenile antistante piazza Gramsci compreso tra Il Delfino e Il Mediterraneo, con interdizione della sosta e del transito in tale area e in quelle interessate dal passaggio dei mèzzi meccanici. Un divieto le cui segnalazioni l’Asiu, tramite le imprese affidatarie del servizio di pulizia e manutenzione degli arenili, e gli operatori comunali, esecutori dell’intervento di sistemazione, sono incaricati di installare nel tratto interessato.
«I lavori non sono stati eseguiti alla perfezione e lo sappiamo – dice l’assessore all’Ambiente Antonio Russo –, e l’intervento per rimediarvi per quanto possibile finirà forse in giornata. È un’operazione, quella di queste ore, che prevede esclusivamente la copertura dei massi con la sabbia».
Ma la spiaggia libera in quel tratto tornerà ad essere fruibile o no? «Certamente – sostiene Russo –, quest’ultimo intervento di copertura serve soprattutto a questo scopo». Ma l’arrabbiatura dei bagnanti è evidente nel vedersi un altro giorno ancora scorrazzare ruspe e mèzzi meccanici a pochi passi dagli ombrelloni e dalle persone. Sebbene l’area di cantiere sia da giorni chiaramente delimitata, il rumore e il fastidio provocato dai mèzzi è notevole.
Tutti ripetono la solita domanda, come un mantra: com’è possibile fare lavori del genere in giugno, con la gente in spiaggia? Non era meglio farli prima? Sì, era meglio sicuramente, come dice lo stesso Russo che aveva programmato l’intervento, insieme agli altri membri della giunta e ai tecnici comunali, all’inizio di maggio. Ma in questo caso si attendevano le necessarie autorizzazioni della Provincia, l’ultima delle quali è giunta al Comune di San Vincenzo il 20 maggio.
L’amministrazione comunale non avrebbe potuto fare altrimenti in questo caso, se non lasciare definitivamente ogni sorta di intervento a dopo l’estate 2015. Resta un dubbio e un timore da parte dei bagnanti stessi: che cosa succederà alla prossima pioggia? La sabbia di copertura sarà di nuovo portata via? Staremo a vedere.
Paolo Federighi
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