Italia
Rigore in spiaggia i balneari criticano il metodo Bandini
San Vincenzo, un coro di no all’ordinanza anti-abusivi: «Siamo diventati perfino una sorta di agenti di polizia»
SAN VINCENZO. Raccoglie un coro di no l’ordinanza entrata in vigore il 15 giugno scorso con cui il sindaco di San Vincenzo Alessandro Massimo Bandini chiede ai balneari, in sostanza, di collaborare contro la contraffazione e i problemi di ordine pubblico creati dagli ambulanti abusivi, se necessario anche facendo ricorso alla vigilanza privata, ai “cosiddetti buttafuori” si legge nell’ordinanza 75 del 15 giugno scorso, personale aggiunto che gli operatori dovrebbero pagare di tasca loro.
[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.11636116:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2015/06/18/news/il-sindaco-bandini-due-i-principi-prevenire-e-tutelare-1.11636116]]
«Resto allibito, incredulo», dice Mirko Lachi, titolare dell’hotel Lo Scoglietto e della relativa concessione demaniale, che parla anche di vessazione nei confronti della sua categoria. «Dopo che siamo stati messi a riscuotere per il Comune la tassa di soggiorno – sostiene –, ora secondo quest’ordinanza già in vigore siamo diventati perfino una sorta di agenti di polizia. Dobbiamo controllare le licenze degli ambulanti, denunciare quelli abusivi e perfino i nostri clienti che da loro acquistano qualcosa, magari assumendo e pagando altro personale mentre le tasse ci affondano. Non siamo noi a dover compiere queste azioni». E aggiunge: «È una situazione davvero surreale. In più, quando mai sulle nostre spiagge si sono avuti problemi di ordine pubblico? Non mi risulta affatto. Se danno noia, diciamo cortesemente agli ambulanti di lasciar stare i bagnanti e loro si allontanano».
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11630681:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/06/17/news/i-buttafuori-in-spiaggia-1.11630681]]
In realtà né Giampaolo Talani del Bagno Venere, né Lachi o altri dicono di aver avuto problemi di ordine pubblico. Anzi: parlano di molti ambulanti con cui i loro clienti e gli stessi balneari hanno stretto rapporti di amicizia e affetto. Contro l’ordinanza è anche Luciano Capurso, direttore dell’hotel Stella Marina, che oltre a non condividere l’azione contro gli ambulanti abusivi, che considera «l’ultima ruota del carro, gli sfruttati di un sistema gigantesco e malavitoso che non è ancora stato colpito in modo netto alla fonte», sostiene che sia «un’ingiustizia il ritenere sia noi operatori che i nostri clienti alla stregua di ufficiali di polizia che dovrebbero andare a controllare le licenze agli ambulanti e denunciare i clienti che acquistino da loro per poi far intervenire la polizia: un far west».
Sullo stesso tenore le dichiarazioni di Alessandro Michelotti, titolare dell’hotel La Coccinella e della relativa concessione: «Un’ordinanza assurda – dice –. L'impressione è che nessuno si voglia assumere le responsabilità e che le si scarichi addosso ad altri, in questo caso agli operatori. Il compito di quest’azione non è nostro, ma del Comune e delle forze dell’ordine. Attaccherò l'ordinanza all’inizio e alla fine della mia concessione e girerò la palla a chi di dovere».
Alessandro Lazzi, titolare di Riva degli etruschi e della relativa concessione di ben 700 metri, trova l’ordinanza una nobile iniziativa ma non la crede attuabile, tanto meno se l’azione di controllo ricade sugli operatori stessi. «Il danno che il commercio abusivo provoca alla nostra economia e alle nostre tasche è evidente – afferma Lazzi –. L’ordinanza rappresenta una nobile iniziativa, ma difficilmente attuabile materialmente e non giusta se ricade a livello economico e di responsabilità sull’operatore. Non è una funzione che spetta a noi. Io, per esempio, cosa dovrei fare con 700 metri di concessione? Quanti steward dovrei pagare per rispettare l’ordinanza? Sarebbe stato opportuno che il Comune ce lo avesse comunicato in tempo e che insieme avessimo deciso il da farsi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
