Sicurezza
Il sindaco Bandini: "Due i princìpi: prevenire e tutelare"
Ho ritenuto che il coinvolgimento civico e soprattutto l’attiva responsabilizzazione di chi viene maggiormente danneggiato, che si concretizza nell’ostacolare il commercio abusivo, costituisse un buon mezzo di contrasto, anziché reprimere la manovalanza extracomunitaria, “vittima” e non artefice del fenomeno di cui tutti si lamentano, anziché ripetere il “mantra” che l’Amministrazione non fa niente. Il rispetto della legalità dovrebbe nascere spontaneo e partecipato da ognuno di noi; questo principio è uno dei fondamenti della nostra Carta costituzionale.
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Preventivamente all’inizio della stagione estiva, in attuazione a quanto stabilito lo scorso anno nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, quale ufficiale locale di governo ho deciso di predisporre questa ordinanza per contrastare l’abusivismo e la contraffazione commerciale sulle spiagge e dare ai gestori la facoltà, a tutela dei propri ospiti, di allontanare i venditori ambulanti dalle proprie concessioni. Per fare ciò essi possono avvalersi, al pari dei gestori dei locali pubblici, come già avviene in Versilia, dei cosiddetti “steward”. Facoltà non significa però obbligo.
Mi pare singolare che alcuni gestori e concessionari non si facciano scrupolo di allontanare dalle loro concessioni i bagnanti che non pagano il lettino e l’ombrellone, senza violare alcuna legge se non la proprietà privata, ma non si sognino di allontanare i venditori abusivi, che invece violano le leggi, sostenendo che le loro concessioni sono spazi pubblici. Dovrebbero fare pace con le loro idee: le concessioni sono sempre pubbliche o sempre private. Fatto sta che l’ordinanza è stata adottata anche a tutela dei loro ospiti, i quali hanno sicuramente diritto di non essere continuamente infastiditi da chi s’introduce nelle concessioni.
I bagnini non sono assolutamente tenuti ad intervenire nei confronti dei venditori abusivi, come non lo sono nei confronti dei bagnanti abusivi. Nelle concessioni demaniali è vietato dai regolamenti comunali e dall’ordinanza balneare che viene riproposta di anno in anno, il commercio itinerante e soprattutto da parte dei venditori abusivi.
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Essi si riconoscono perché non espongono il tesserino che viene rilasciato da parte del Comune a quelli autorizzati. Non occorre quindi essere dei poliziotti per sapere se i venditori possono o non possono vendere.
Le norme che sanzionano gli acquirenti di prodotti contraffatti sono puniti per legge dal 2005 con una sanzione che va da 500 a 10.000 euro e tale norma, non contenuta nella stesura originale dell’ordinanza, è stata invece pretesa dalla Prefettura. Le spiagge pubbliche infine non sono di competenza dei concessionari e gestori demaniali e l’ordinanza infatti cita solo gli spazi in concessione. Gli spazi pubblici erano e rimangono di esclusiva competenza pubblica. Non si chiede di sostituirsi alla forza pubblica, anzi diamo la possibilità di intervenire con autorevolezza per la tutela della legalità e per il buon soggiorno dei loro clienti. Prevenire e tutelare sono i principi che hanno guidato la stesura dell’ordinanza 75.
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