Il Tirreno

Sequestrata l’area di stoccaggio del Comune

Santa Luce: usata dall’amministrazione per materiali edili, ma la Forestale ha messo i sigilli

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SANTA LUCE. Sequestrata dalla Forestale l'area di stoccaggio materiali usata dal Comune di Santa Luce. Con un bliz effettuato nei giorni scorsi i militari del comando stazione di Riparbella hanno infatti circondato con le fascette bianche alcuni lotti di terreno lungo via Provinciale, a un centinaio di metri dal bivio tra Santa Luce e Pastina. Un'area che ormai da decenni risulta di pertinenza del Comune, che l'ha utilizzata per svariate attività. Tra le quali, negli ultimi anni, quella di stoccaggio di materiali di risulta (materiali edili ma anche mobili). La Forestale però ha deciso di vederci chiaro, effettuando un sequestro penale dell'intera zona che sarebbe stata adibita a deposito di rifiuti non autorizzato. Di più, visto che il procedimento è stato appena avviato, non è dato sapere dal comando della Forestale di Pisa.

A ricostruire la vicenda è il sindaco di Santa Luce, Andrea Marini, che prima di tutto sottolinea come «l'amministrazione è tranquilla, abbiamo spiegato alla Forestale la nostra posizione e il percorso che ha portato all'utilizzo dio quell'area. Che non c'era niente da nascondere lo dimostra anche il fatto che quell'area di stoccaggio è sulla Provinciale, ben visibile a tutti». Marini spiega il percorso sulla base del quale, ormai da decenni, l'area sequestrata è a disposizione del Comune. «La zona - dice - faceva parte delle proprietà del Monte dei Paschi di Siena, che negli anni Settanta è passata al Comune di Santa Luce. Da allora l'area è sempre stata a disposizione delle varie amministrazioni. Prima ci sono stati i macelli pubblici, il cui edificio è stato venduto a un privato, mentre l'area circostante è rimasta al Comune, che in passato ci aveva fatto anche il campo sportivo». Quando oltre vent'anni fa il campo da calcio è stato spostato più a valle, in località Le Colombaie (più vicino al lago), l'area degli ex macelli (così è conosciuta dai residenti) «è stata recintata - spiega Marini - ed è stato sistemato un cancello. Da allora le varie amministrazioni che si sono susseguite l'hanno usata come zona di stoccaggio di materiali del Comune». Tra l'altro, negli ultimi mesi l'amministrazione ha avviato un percorso creare un’area ecologica nella zona di stoccaggio. Un iter burocratico che ha portato il Comune a una singolare scoperta. «Abbiamo appurato - dice ancora Marini - che quando negli anni Settanta è avvenuto il passaggio di proprietà dei beni che erano di Mps al Comune, le particelle catastali su cui si trova lo stoccaggio, per un semplice errore di trascrizione, non sono state incluse». Un groviglio a cui adesso sia l'amministrazione collinare che il Corpo forestale dovranno trovare soluzione. Intanto però i militari del comando stazione di Riparbella hanno deciso di sequestrare l'area.

Anna Cecchini

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