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La pista d’atletica e il pasticcio della misurazione

La pista d’atletica e il pasticcio della misurazione

Il vecchio anello inferiore di 8 cm secondo la ditta La società Costa Etrusca: «Adesso è tutto regolare»

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CECINA. Otto centimetri e un mare di polemiche. Dopo l’ultima “scoperta” relativa alla pista d’atletica di Cecina, ovvero che il vecchio anello inaugurato nel lontano 1989 fosse di pochi centimetri inferiore alla misura richiesta dalla Fidal (398,12 metri misurati al cordolo) in città e sui social network sono divampate le critiche all’amministrazione comunale per un intervento su una pista più corta della misura prevista. In realtà, corregge il tiro l’Atletica Costa Etrusca, i centimetri ci sono tutti: è la ditta che ha sbagliato la prima misurazione.

Necessario un piccolo passo indietro per capire l’intera vicenda che corre sul filo dei centimetri. L’11 giugno la ditta Olimpia Costruzioni di Forlì completa la spruzzatura del nuovo manto di granulo di gomma e colla. Manca solo la segnatura delle corsie per completare del tutto l’intervento. Nel verificare i punti di riferimento per la tracciatura si scopre che il vecchio anello, quello inaugurato nel 1989, è più corto di otto centimetri. «La ditta ha fatto una prima misurazione su una superficie vergine prendendo un punto che loro ritenevano quello giusto per la tracciatura della linea “zero” ed ha rilevato gli 8 centimetri di differenza – precisa il presidente dell’Atletica Costa Etrusca Sonia Falchetti Pescia –. Per questo ha provveduto con una seconda misurazione, spostando il raggio di circa un centimetro, a segnare la linea della prima corsia in modo che la lunghezza della stessa fosse quella prevista dal RTI cioè 398,12 quindi 400 m a 30 centimetri dal cordolo. Pertanto tutto nella regolarità».

Dunque, secondo la società che usufruisce della pista per la sua attività agonistica, il disguido sarebbe nato proprio da una prima misurazione errata. L'Atletica Costa Etrusca tiene anche a precisare che «la richiesta fatta a suo tempo era quella di rendere fruibile per gli allenamenti la pista in almeno due corsie dell'anello e il rettilineo - dice Sonia Falchetti -, pista che ricordiamo era stata dichiarata inagibile e destinata alla demolizione per far posto ad un secondo campo da rugby. L'amministrazione comunale è andata oltre le nostre richieste rifacendo tutto l'anello. Ma l'omologazione per le gare non è mai stata presa in considerazione da parte nostra, visto che oltre ai 400 m richiesti dalla Federazione per l'omologazione servono: spogliatoi, corredo di ostacoli completi, pedane dei salti e lanci (inutile spenderci 40mila euro se in campo non si può lanciare perché adibito a campo da gioco) sala ricovero attrezzi e un'altra serie di cose che al momento non ci sono e non è possibile comprare». Falchetti fa sapere anche che «siamo passati da non avere nessun tipo di ufficialità con la vecchia pista alla possibilità, pur senza una serie di strutture di supporto, ad un impianto classificato dal Coni come "IE" cioè impianto privo di parte della dotazione richiesta ma con la certificazione ad ospitare gare regionali giovanili (ragazzi 12-13 anni e cadetti 14-15)»:

Del caso si è interessato anche il sindaco Samuele Lippi che ieri mattina, insieme all’assessore allo Spor e ai tecnici comunali dell’ufficio, ha fatto un sopralluogo sulla nuova pista. «Si è trattato di una diversità nelle misurazioni dell’impianto - spiega Lippi - nel senso che in un primo momento la pista era stata misurata “a filo” e con questo sistema mancavano effettivamente 8 cm. Ma il sistema corretto non è questo e una nuova misurazione consona con i criteri della federazione e del Coni ha permesso di accertare la regolarità dell’impianto. Per questa mattina aspettiamo la certificazione da parte della ditta».(a.b.-a.r.)

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