Italia
Guerra ai big dell’alimentare: «Trattato contro i prodotti locali»
CECINA. Gli slogan in locandina sono efficaci indubbiamente: “pollo al cloro? Grano e mais ogm? Carne agli ormoni? Acqua privatizzata? No grazie”. Efficaci perché la campagna stop Ttip è partita ma...
CECINA.
Gli slogan in locandina sono efficaci indubbiamente: “pollo al cloro? Grano e mais ogm? Carne agli ormoni? Acqua privatizzata? No grazie”. Efficaci perché la campagna stop Ttip è partita ma del fantomatico trattato (che sancisce il libero scambio commerciale tra Usa e Ue) “non se ne sa nulla”, spiegano i promotori del comitato No Ttip bassa ed alta Val di Cecina. Neo costituito, vi fanno parte associazioni come l’Arci, il Movimento Consumatori Bvc, Gas, çegambiente, il comitato Rifiuti Zero Bvc, Libera, ma anche partiti come Rifondazione, il movimento 5 Stelle e la Sinistra per Castagneto. Attivo da pochi giorni, costituito ufficialmente l’8 giugno scorso, il comitato anti Ttip si presenta lanciando sul territorio una campagna informativa per dire no ad un trattato che - se ratificato dal Parlamento Europeo - “aprira le porte alla privatizzazione di tutto”. Il primo evento in programma è per venerdì 26 giugno dal titolo “Fermiamo il ttip”, alle 19,30 all’oratorio di via Volta. Il successivo è previsto durante il Meeting Antirazzista domenica 5 luglio , sarà presente Alberto Zoratti del comitato nazionale anti Ttip.
In questi giorni, poi, il movimento realizzerà un proprio profilo su Facebook e sarà aperto a raccogliere le adesioni ed i contributi di tutti. “Il nostro obiettivo - ha spiegato ieri Jeff Hoffman (Arci) - è quello di informare i cittadini sui rischi che si corrono, non solo nel settore agroalimentare, ma anche in quello della sanità, dei servizi, dell’acqua se sarà applicato questo trattato che apre le porti alle grandi multinazionali e danneggia le piccole realtà locali”. “Il nostro Paese - prosegue Alessandro Masoni (Mov. Consumatori) - ha sviluppato in questi anni iniziative per promuovere i prodotti locali, i marchi Dop, Igt, l’agricoltura biologica e biodinamica. Con il trattato si cancella quanto fatto favorendo la diffusione di prodotti ogm, aprendo a privatizzazioni e a multinazionali dell’agroalimentare. Ma non solo, la privatizzazione interessa anche altri settori e l’attuale governo Renzi lo sta dimostrando con la riforma del sistema scolastico”. Concetti ripresi da Roberto Repeti del comitato Rifiuti Zero (il 19, 26 e il 10 luglio ci saranno iniziative per presentare il primo gruppo di acquisto solidale), da Giulia Torrini (Gas e movimento 5 Stelle) che ricorda come questo “trattato stia passando nel più assoluto silenzio” e Annalisa Caudullo (M5S). Tutti a denunciare il rischio che il ttip sia un lasciapassare per i big dei servizi e dell’alimentare che “rischiano di avere carta bianca anche sul diritto dei singoli Paesi membri delkl’Ue e non solo”.
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