Sicurezza
«Non abbiamo sparato nell’oasi»
I cacciatori rispondono alla riserva Lipu: «Quei bossoli vecchi di 20 anni»
SANTA LUCE. Si definiscono «coscienti e amanti del territorio» e rigettano le accuse dei volontari della Riserva Lipu, che nei giorni scorsi aveva segnalato la raccolta di 11 chilogrammi di bossoli esplosi nei territori interni alla riserva, dove la caccia è vietata. Mas i cacciatori non ci stanno, e rispondono per le rime. «Abbiamo assistito - si legge in una nota di Federcaccia, Arcicaccia e alcune associazioni agricole - al maldestro tentativo da parte di individui facenti parte della Lipu e del Cruma di denigrare la categoria dei cacciatori e di apparire agli occhi dell'opinione pubblica i salvatori dei nostri boschi, modificando completamente la realtà dei fatti raccontati». Le associazioni insistono, spiegando che «come si vede dalla foto da loro pubblicata si tratta di bossoli di oltre 20 anni, risalenti a quando (purtroppo) non c'era ancora la cultura e l'obbligo del recupero dei bossoli stessi. Oggi queste cose non si verificano più. Nessuna battuta di caccia è stata effettuata in quella zona da quei tempi, quando è stata istituita l'oasi». Non solo, cacciatori e agricoltori sottolineano come «persone che per 1 giorno sono presenti in questo territorio riconosciuto da tutti come un paradiso, vogliono apparire i salvatori. Ed ora che vi siete chinati a raccogliere alcuni bossoli vorreste il merito di questo? Vergognatevi! State mancando di rispetto all'intera comunità. Questo patrimonio è così perché lo abbiamo mantenuto noi». Poi i cacciatori e agricoltori ricordano l’episodio di siccità del lago di Santa Luce. «Stupendo - scrivono - pieno di pesci e vita… seccato! La Lipu era presente e con sede al lago della Solvay, cosa avete fatto in merito allo scempio avvenuto con l'essicazione dello stesso? Non risultano da parte vostra opere per impedire la strage. Parlate di 11 kg di bossoli, non ho sentito parlare di 11 tonnellate di pesce gettato in discarica con camion ed escavatori». E ancora, «la gran parte di noi è nata, cresciuta e vive in questo ambiente, lo ama profondamente e non gradisce queste critiche infondate solo per propaganda. Noi tutti siamo i vari ambientalisti, i cacciatori coscienti e profondamente amanti del territorio che insieme ai cittadini proteggono l'ambiente».
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