Il Tirreno

Incastrato dal Dna uno dei ladri del Monte dei Paschi

Incastrato dal Dna uno dei ladri del Monte dei Paschi

Il colpo risale all’agosto dell’anno scorso, grazie ai rilievi dei carabinieri è stato individuato uno dei malviventi

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CASTAGNETO. Arrestato grazie alle tracce di Dna uno dei ladri che l’estate scorsa aveva tentato di rubare all’interno della sede castagnetana del Monte dei Paschi di Siena. Un arresto avvenuto per merito dei rilievi particolarmente meticolosi effettuati dai carabinieri della stazione di Castagneto Carducci. Così Giovanni Bussola, già noto alle forze dell’ordine per reati analoghi a Empoli e Piombino e già tratto in arresto dai carabinieri di Piombino, è stato identificato e tratto in arresto anche per il tentato furto alla banca di Castagneto.

La vicenda risale alla notte fra il 17 e il 18 agosto dell’anno scorso, quando tra le 5 e le 6 alcuni malviventi si avvicinano all’istituto di credito. Prima di tutto girano le telecamere esterne, in maniera da non essere ripresi, poi abbattono la porta di ingresso e si dirigono alla cassaforte. Tirano fuori gli arnesi da scasso, cominciando ad agire con la fiamma ossidrica. Poco dopo deve essere accaduto qualcosa che ha fatto decidere ai ladri di darsi alla fuga. Sembra che a farli scappare sia stata la presenza di una pattuglia dei carabinieri, che era appunto di turno su Castagneto nell’ambito dei controlli sul territorio. A rendersi conto che nell’edificio dell’istituto bancario era accaduto qualcosa di strano è stato un operatore ecologico, che transitando da piazza del Popolo (su cui si affaccia la sede Mps) ha visto provenire dall’interno una sorta di fumo di colore scuro. L’uomo ha chiamato sia i vigili del fuoco, pensando a un incendio, che i carabinieri. Una volta che i militari sono arrivati sul posto hanno trovato la banca deserta, ma i ladri hanno lasciato attrezzi da scasso e bombolette di acetilene (usate per la fiamma ossidrica).

Le indagini sono state portate avanti, con rilievi tecnici molto accurati, dai carabinieri di Castagneto, guidati dal maresciallo Aurelio Sanna, che hanno analizzato le tracce lasciate dai ladri. Proprio grazie alle verifiche sul Dna trovato sui giubbotti e su alcune mascherine che i malviventi hanno abbandonato nella sede del Monte dei Paschi prima di fuggire il reparto investigazioni scientifiche è riuscito a mettere in relazione il tentato furto all’istituto di credito di Castagneto con altri episodi analoghi. È emerso infatti che il Dna trovato sugli oggetti lasciati dentro la banca di Castagneto è lo stesso di un uomo già tratto in arresto dai carabinieri di Piombino per un furto simile in un a banca piombinese. Così il tentato furto al Monte dei Paschi di Castagneto è stato collegato a Giovanni Bussola, che era già stato arrestato dai militari di Piombino ai quali tra l’altro aveva rilasciato dichiarazioni sulla sua partecipazione a un colpo in banca a Castagneto. I carabinieri, sempre tramite l’analisi del Dna trovato sugli oggetti lasciati nella banca, stanno cercando anche la seconda persona che ha partecipato al colpo.

Anna Cecchini

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