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Chef senza telefono vince la causa contro la compagnia

Alessandro Bientinesi
Luciano Zazzeri
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Luciano Zazzeri

Bibbona: linee in tilt a ferragosto: dopo 5 anni e tre udienze a Milano Luciano Zazzeri ottiene il favore del giudice di pace

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BIBBONA. Corre l’anno 2010, mancano pochi giorni a ferragosto. Luciano Zazzeri, chef stellato, con il suo ristorante “La Pineta” di Marina di Bibbona è in piena attività. Tutto bene fino a che la linea telefonica inizia a non funzionare più. Anzi, la “cornetta” è completamente muta. Impossibile prendere le prenotazioni, e come non bastasse problemi a cascata anche sul pos che, quando funziona, accredita anche due volte lo stesso importo ai malcapitati clienti. Insomma un caos in uno dei periodi più caldi e convulsi dell’anno per un locale sul mare. Quando la stagione turistica è al culmine e l’organizzazione deve essere oliata perché tutto fili liscio.
Ma il disagio non si limita ai giorni di ferragosto. I problemi vanno avanti, in maniera alternata, fino al febbraio dell’anno successivo. Siamo al 2011, sono passati più di sei mesi. Zazzeri, giustamente, si arrabbia, prova a contattare più volte Fastweb, titolare del contratto con il suo ristorante, ma il problema non viene mai risolto. A questo punto parte una causa che si presenta subito come uno scontro tra Davide contro Golia. Anni di documenti, testimonianze, trasferte in quel di Milano.


Una vera odissea che avrebbe scoraggiato ogni cittadino. Non Zazzeri, premiato per la sua tenacia (e quella dei suoi giovani avvocati) pochi giorni fa: il giudice di pace di Milano ha previsto un risarcimento a suo favore per il disservizio e il pagamento di tutte le spese processuali. «Ho deciso di affrontare questa causa pur consapevole che sarebbe stato un percorso lungo e difficile – spiega lo chef de La Pineta – l’ho fatto non soltanto per me ma per tutti i miei clienti che in quel periodo hanno subito più di tutti una serie incredibile di disagi. Impossibilità di mettersi in contatto con il ristorante, doppi addebiti sulla carta di credito, un sacco di vicissitudini mai risolte nonostante decine di chiamate al numero per i guasti dell’azienda».
Una questione morale, dunque, e non solo economica. «Fortunatamente i miei due avvocati, Simone Rossi e Lorenzo Ciappi dello studio legale Ballestrero di Cecina, sono stati tenaci – spiega Zazzeri, che vuole ringraziare i suoi legali – loro hanno seguito la legge e l’hanno interpretata nel modo giusto. Oggi ci sono avvocati che pensano solo alla parcella, loro hanno pensato, invece, solo a vincere la causa. La soddisfazione personale - conclude lo chef - la condivido con loro».


Anche perché Fastweb non era certo intenzionata a cedere così facilmente. «La prima tappa di questo percorso c’è stata di fronte al Corecom di Firenze, dove si è cercato un primo tentativo di conciliazione – spiega ancora Zazzeri – ma l’azienda ha proposto un risarcimento così basso da risultare quasi provocatorio». A questo punto parte la causa, anche se Zazzeri e i suoi avvocati dovranno giocare in “trasferta” questa difficile partita. «Tra le clausole del contratto, infatti, era previsto, in caso di controversie, un processo a Milano, sede di Fastweb – spiega Simone Rossi, uno dei legali che ha condotto tutto l’iter – siamo dovuti andare con il nostro cliente e almeno una decina di testimoni, oltre a tutta la documentazione del caso, per ben tre volte a Milano.
Un percorso che avrebbe scoraggiato chiunque e forse l’azienda, in casi simili, fa forza proprio su questo aspetto. Noi siamo andati fino in fondo e alla fine il giudice di pace ci ha dato ragione». Davide, pardon, Luciano Zazzeri, batte Golia. Anche se, nel frattempo, Fastweb non ha smesso di contattare “La Pineta”.
«Durante gli anni del processo ho continuato a ricevere offerte – spiega lo chef – e più volte ho spiegato di avere proprio con loro una causa in corso. Anche in questo caso, come in quello del guasto, tante telefonate per niente».
 

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