Sicurezza
Dall’Europa via libera a Inovyn
Si ufficializza il primo luglio la joint venture tra Solvay e Ineos sul Pvc
ROSIGNANO. La Commissione europea ha dato il via libera a Inovyn, la joint venture paritetica nel Pvc tra Solvay e Ineos; l’approvazione dell’antitrust era condizionata alla dismissione di alcuni asset, ceduti dai due partner al gruppo industriale International chemical investors group (Icig). Sono gli impianti per dicloruro di etilene (Edc) e Cvm in funzione a Tessenderlo (Belgio), ad eccezione dell’unità per clorotolueni che resta a Ineos, dell’unità per dicloruro di etilene di Rucorn, nel Regno Unito, e degli impianti Pvc in sospensione in Germania, Francia e Olanda. L’impianto a membrana per cloro di Runcorn passerà a una nuova joint-venture nata tra Inovyn e Icig. Completa l’operazione il passaggio di un impianto per idrossido di potassio a Tessenderlo, che rifornirà Inovyn sulla base di un accordo di fornitura.
La joint-venture prenderà ufficialmente vita il prossimo 1° luglio, avrà sede a Londra e 18 impianti produttivi in Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Regno Unito, Norvegia e Svezia. Il giro d’affari è stimato in oltre 3 miliardi di euro. La nuova società sarà gestita da Ineos e Solvay, che avranno lo stesso numero di rappresentanti nel Supervisory board. Il top management vede alla guida Chris Tane in qualità di Ceo, Mike Maher come Cfo e Julie Taylorson nel ruolo di Procurement director - tutti da Ineos - mentre in quota Solvay arrivano Filipe Constant con il ruolo di business director, Jean Michel Mesland come operations director e Otto Grolig in qualità di general counsel.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
