Il dolore
La Porto Spa cerca partner
Cecina: trattativa con Sales e 5 gruppi. Dall’assemblea della società il mandato al consiglio d’amministrazione. L'obiettivo è recuperare le risorse finanziarie per completare l’investimento
CECINA. Nessun naufragio in vista. Eppure, per arrivare a terra c’è bisogno di cambiare rotta. Il presidente della Porto di Cecina Spa Giuliano Matteoli non ci gira intorno. Parla ai soci radunati in assemblea nella platea del cinema Tirreno: «Da sempre sapevamo che non avremmo avuto la forza economica per fare tutto quanto è previsto dal progetto, che vale dai 60 ai 65 milioni di euro. Siamo arrivati a metà dell’opera e al nostro limite. Servono delle soluzioni, lo si vede anche dal rallentamento che hanno avuto i lavori programmati».
A chi tira facili somme il presidente Matteoli scompagina i conti. «Abbiamo deciso di partire con i lavori tre anni fa, in un momento non certo favorevole per la nautica e di crisi generale. Il porto è già una realtà operativa su cui abbiamo realizzato investimenti per 35 milioni di euro, compreso il valore d’acquisto dei terreni. E il tutto senza mettere su un metro quadrato della nostra proprietà ipoteche o altri gravami». Una sottolineatura che fa la differenza.
Attualmente il porto ha disponibili poco più di 500 degli 800 posti barca previsti. Tra quelli che restano da realizzare ci sono i circa 300 dedicati ai grandi scafi, 30, 35 e 40 metri. E del totale previsto (800) ci sono impegni di vendita per 343, quelli destinati agli azionisti della Porto di Cecina e che in buona parte hanno già pagato creando la massa finanziaria per far decollare il progetto. C’è poi una quota del 10% da riservare al transito e che non può essere venduta. Tra i beni che potrebbero essere messi sul mercato anche il lotto immobiliare, il cantiere nautico, le aree del lotto Est a monte di via Volterra e l’impianto carburanti. La stima nel complesso è nell’ordine dei 120 milioni di euro.
Dall’assemblea arriva un mandato aperto all’attuale consiglio di amministrazione della Porto Spa. «Il mandato è ampio e ci consente di esplorare tutte le soluzioni possibili – dice Matteoli –. Poi c’è l’impegno a presentarsi in un’assemblea straordinaria con le possibili alternative e i relativi valori economici». Che aggiunge: «Abbiamo dei contatti in corso su vari fronti. Ma abbiamo anche ben presente che non abbiamo debiti che ci obbligano a svendere». L’idea è quella di cedere ciò che non è parte integrante del porto. «Sul lotto immobiliare stiamo ricevendo offerte ma non siamo interessati a svendere delle aree che con il completamento del porto non sono certo destinate a perdere di valore».
La strategia per riattivare il volano finanziario e gli investimenti prevede un mix di soluzioni. Dal rapporto con gli istituti di credito con cui attivare prestiti a medio e lungo termine all’ingresso di nuovi partner. «Sales Spa è sicuramente uno dei nomi sul tavolo della trattativa ma non è il solo – precisa il presidente della Porto di Cecina –, ci sono anche altri cinque soggetti tra cui gruppi finanziari e partner industriali, per esempio per le aree di cantiere abbiamo tre proposte al vaglio».
Nel breve termine l’obiettivo è di far ripartire il motore della draga e completare l’escavo della darsena nuova, dove mancano 3 degli 11 pontili previsti. Ed entro la fine di questo mese concludere la costruzione delle zone di servizio, bagni e docce. «Stiamo proseguendo con le operazioni di movimento terra e mano a mano che si liberano spazi in discarica procediamo con il conferimento dei fanghi stoccati, in modo da farci trovare pronti dopo la pausa estiva».
Per completare l’opera servirebbero 30 milioni di euro. Molti meno per chiudere la partita del porto con l’omologa che aprirebbe alla possibilità di perfezionare i contratti di vendita dei posti barca. Per questo spicchio del progetto la stima di 2 anni di cantiere e un fabbisogno di 10 milioni. Tanti ne servono per realizzare le opere previste dalla convenzione in chiave sicurezza: l’argine in destra del fiume, dal ponte di via Volterrana all’altezza della caserma Villa Ginori, e il nuovo ponte sul fiume. Nel conto anche il restante tratto di argine dal ponte di Marina a quello della ferrovia, che è previsto a scomputo del valore dei terreni che il Comune ha ceduto alla Porto di Cecina per circa 2 milioni di euro. Tutte opere legate al completamento dell’argine in sinistra i cui lavori sono iniziati da mesi.
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