Il dolore
Bonifica, lo stop della Regione
Cecina, recapitata al Consorzio Toscana Costa la lettera in cui si chiede di annullare l’aumento del compenso al direttore generale
CECINA. Nell’assemblea del Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa siede anche un rappresentante della Regione, nominato dal consiglio regionale. Eppure, sul nuovo compenso del direttore generale, passato da 70.000 a 94.000 euro annui, 24.000 euro lordi in più, da Palazzo Panciatichi, su indicazione del presidente Enrico Rossi, il settore Difesa del suolo ha dovuto indirizzare una lettera al Consorzio chiedendo di riconsiderare la decisione assunta. Il verbale dell’assemblea consortile dell’8 maggio però è chiaro. Per la Regione al tavolo c’è Alberto Rossi, coordinatore dei Riformisti di Rosignano: è presente e sul punto vota a favore. Voteranno contro solo due consiglieri: Creatini per Cecina e Gordiani per Livorno. Più un astenuto.
Quello che doveva essere un adeguamento rispetto a quanto deciso appena cinque mesi prima, per allineare il trattamento economico dell’ingegner Roberto Benvenuto a quello dei direttori generali degli altri consorzi di bonifica della Toscana, ha il merito di accendere i riflettori e dare una dimensione dei costi di funzionamento della struttura. Ma è anche la scintilla che innesca un cortocircuito tra enti. La cifra sembra sorprendere anche il presidente della Regione Enrico Rossi che, oltre alla richiesta formale inviata dai suoi uffici al Consorzio, sulla sua pagina Facebook sentenzia: «Aumentarsi lo stipendio di 24mila euro è una scelta che non condivido, è inopportuna e non tiene conto dell’attuale situazione economica. Per questo ho chiesto al Consorzio bonifica Costa Toscana di fare marcia indietro. Più efficienza e meno costi».
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La bufera si allarga. Il presidente del consorzio Toscana Costa Giancarlo Vallesi non ha dubbi: «Il riferimento è l’articolo 21 della legge regionale 79 del 2012». Eppure, qualche dubbio viene. Ce l’ha il governatore Rossi. E traspare dalla lettera del settore Difesa del suolo al Consorzio in cui si legge: “Con riferimento alla delibera consortile con la quale codesto Consorzio ha disposto l'aumento del trattamento economico del direttore generale, tenuto conto delle motivazioni in essa addotte, nonché delle disposizioni e delle politiche regionali in materia, si chiede di valutare l'opportunità di rivedere tale atto anche in considerazione dell'attuale situazione di sostanziale blocco degli stipendi nella pubblica amministrazione”.
L’imbarazzo c’è. Se non altro perché il punto è balzato agli onori delle cronache. Hai voglia di dire che è tutto in regola. Dei 94.693,70 euro la retribuzione su 14 mensilità è di 78.236,73 euro mentre i restanti 16.456,97 euro sono alla voce indennità di risultato. Scoppiata la bufera dal Consorzio si è chiesto sponda all’Urbat, la rappresentanza toscana dell’Associazione nazionale delle bonifiche. Ma è stata fissata, a stretto giro, anche una nuova assemblea. Il 14 giugno all’ordine del giorno tornerà la questione del trattamento economico del direttore generale Benvenuto. E sarà in quella sede che si misurerà il peso dell’imbarazzo e degli appelli a rivedere quanto già deliberato.
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