La manifestazione
Macchi a processo per il reato di bancarotta
L’imprenditore originario di Cecina ma residente a Bibbona da mesi è agli arresti domiciliari
BIBBONA. Rinviato a giudizio per il reato di bancarotta Varo junior Macchi, arrestato a gennaio per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e presentazione di documentazione falsa. Questa la decisione del giudice Antonio Del Forno in sede di udienza preliminare.
Per conoscere se Macchi dovrà restare agli arresti domiciliari il Gup si è riservato il pronunciamento entro cinque giorni dall’udienza, che si è tenuta ieri al tribunale di Livorno. A giocare a favore di Varo Macchi, 43 anni originario di Cecina ma residente a Bibbona, è il parere favorevole al venir meno del provvedimento espresso dal pubblico ministero. Prosciolto, invece, per una parte dei reati di evasione fiscale poiché prescritti.
In soldoni, Macchi avrebbe omesso di dichiarare al fisco 900.000 euro di stipendio ricevuto dallo stato liberiano in qualità di responsabile dell’ufficio marittimo della Repubblica della Liberia e distratto per esigenze del tutto personali ed estranee all’attività di impresa risorse finanziarie dalle società a lui riconducibili (Majora 2001Srl e 3M Immobiliare Sas) generando debiti per 13 milioni di euro e portandole al fallimento.
Poi, proprio per evitare il crak della 3M Immobiliare, titolare del Varo Village e nel frattempo affidata a un curatore fallimentare, avrebbe cercato di accedere alla procedura del concordato preventivo ma in modo fraudolento, cioè producendo fatture e contabili bancarie risultate poi false.
Tutto è partito da un semplice accertamento fiscale nell'ufficio di via delle Cateratte a Livorno. Qui Macchi ricopriva un incarico tecnico di responsabile dell’ufficio marittimo della Repubblica della Liberia. In sostanza si occupava di riscuotere l’imposta per le imbarcazioni battenti bandiera liberiana in stazionamento all’interno del porto livornese.(m.m.)
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