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il legale della famiglia di profeti

«Non crediamo al malore ma aspettiamo l’autopsia»

«Non crediamo al malore ma aspettiamo l’autopsia»

CECINA. La famiglia di Adriano Profeti si dice poco convinta dell’ipotesi che l’uomo abbia avuto un malore prima dell’incidente in cui ha perso la vita. Lo dice il fratello maggiore Andrea, il...

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CECINA. La famiglia di Adriano Profeti si dice poco convinta dell’ipotesi che l’uomo abbia avuto un malore prima dell’incidente in cui ha perso la vita. Lo dice il fratello maggiore Andrea, il miglior amico Federico Volpe.

E lo accenna anche il legale nominato dalla famiglia di Profeti. L’avvocato Varesco Porri del foro di Livorno al momento preferisce non entrare nei dettagli perché sottolinea che «è indispensabile avere il risultato dell’autopsia. Fino ad allora non sarebbe onesto fare congetture. Oltretutto ancora non si può sapere niente della dinamica». Certo il legale non nega di non essere convinto dell’ipotesi del malore. «Io conoscevo bene Adriano - spiega Porri - andava in palestra, era sportivo. E poi era un ottimo autista, che da molti anni faceva quel lavoro e quindi era esperto. Diciamo che quando si viaggia c’è sempre l’ipotesi dell’incidente». L’avvocato, insieme alla famiglia, deve ancora valutare se nominare un perito di parte per l’autopsia.

Poco convinto che Adriano abbia avuto un malore mentre era alla guida del bus navetta all’interno dell’ospedale di Cisanello anche il fratello Andrea. «Non ci siamo fatti un’idea di quello che può essere accaduto - spiega - al momento siamo distrutti dalla tragedia. Abbiamo preso un avvocato perché in questi casi è di prassi, ma prima dobbiamo capire cosa dirà l’autopsia. Certo è che mio fratello nei giorni prima dell’incidente non aveva avuto problemi di salute. Faceva una vita regolare, andava a correre e in palestra. Ecco perché l’idea che abbia avuto un malore ci sembra strana».

Disperato per la morte di Adriano anche il suo migliore amico Federico Volpe. «Ci conosciamo d auna trentina di anni - dice - e posso dire che era una persona estremamente ligia sul lavoro, professionale e meticoloso. Oltretutto non fumava, non beveva e faceva sport, ecco perché non credo che si sia sentito male mentre era alla guida del bus. Piuttosto credo più all’ipotesi del guasto, ma certo dobbiamo aspettare l’autopsia e la ricostruzione della dinamica dell’incidente».

Anna Cecchini

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